Gli ultimi cinque anni, dal 2011 al 2015, sono stati i più caldi mai registrati a livello globale, ed è sempre più visibile come l’intervento umano sulla natura abbia generato degli eventi meteorologici estremi, che hanno impatti pericolosi e costosi. Lo scrive l’Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), l’agenzia delle Nazioni Unite per la meteorologia, nel rapporto “The global climate 2011-2015” inviato alla Cop22 in corso a Marrakech. Nell’ultimo lustro alle alte temperature si sono accompagnati altri fenomeni come l’innalzamento del livello del mare, il calo dell’estensione del ghiaccio marino artico, dei ghiacciai continentali e della copertura nevosa nell’emisfero Nord. Tutti questi indicatori, evidenzia il Mmo, “confermano il trend di lungo periodo del riscaldamento”. In base ad alcuni studi, proseguono gli esperti, le emissioni di gas serra hanno fatto crescere di dieci volte le probabilità che si verifichino ondate di calore. “Gli effetti del cambiamento climatico sono stati costantemente visibili su scala globale dal 1980: l’aumento della temperatura globale in mare e sulla terraferma, l’innalzamento del livello degli oceani e il diffuso scioglimento dei ghiacci”, afferma il segretario generale del Mmo, Petteri Taalas. “Il cambiamento climatico ha fatto crescere i rischi di eventi estremi come le ondate di calore, la siccita’, le piogge record e le inondazioni dannose”. Tra gli eventi estremi citati nel rapporto figurano la siccita’ del 2010-2012 nel Corno d’Africa, che si stima abbia causato 258mila decessi, l’uragano Sandy che nel 2012 ha provocato perdite economiche per 67 miliardi di dollari negli Stati Uniti, e il tifone Haiyan che nel 2013 ha ucciso 7.800 persone nelle Filippine.
Clima, allarme ONU: “Gli ultimi 5 anni sono stati i più caldi di sempre”


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