Medicina: speranze per le vittime di ictus, arrivano 4 robot in soccorso

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Si chiamano Madeo, Diego, Pablo e Motore, sono robot e aiutano le persone colpite da un ictus a recuperare le funzioni danneggiate dall’infarto cerebrale. I 4 automi riabilitatori sono ‘in servizio’ da qualche mese nelle palestre italiane di 8 centri della Fondazione Don Gnocchi. “Non per sostituirsi ai terapisti, la cui opera rimane insostituibile – precisano dall’ente – ma per integrare il loro lavoro e rendere più efficaci i trattamenti”. Si tratta di apparecchiature che supportano il fisioterapista nella riabilitazione degli arti superiori di pazienti che, a seguito di un ictus, stanno effettuando un percorso di riabilitazione neurologica, agendo in modo particolare sui movimenti della mano, del polso, dei gomiti e delle spalle.

Un primo bilancio sull’uso di questi robot specializzati è in programma a Roma venerdì 11 novembre, nella Sala congressi del Centro Santa Maria della Pace (via Maresciallo Caviglia 30), durante il convegno ‘La tecnologia e la robotica in riabilitazione’. Atteso fra gli altri il sottosegretario alla Salute Vito De Filippo, insieme a rappresentanti del mondo della medicina riabilitativa e della ricerca scientifica, medici e ricercatori della Fondazione Don Gnocchi. Chiuderà i lavori monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione. Per l’occasione – anticipa una nota – verranno illustrati “i primi, incoraggianti risultati” di uno studio scientifico multicentrico che ha già coinvolto “un numero importante di pazienti”, con l’obiettivo di “misurare efficacia ed efficienza delle nuove tecnologie nei trattamenti riabilitativi dell’arto superiore in pazienti con esiti da ictus”. Emerge “l’efficacia della terapia robotica, rispetto a trattamenti effettuati solo in maniera tradizionale”. Lo studio è coordinato da Irene Aprile, medico neurologo della Fondazione Don Gnocchi di Roma, e ha l’ambizione – per numero di pazienti coinvolti – di essere “il più importante su questo tema nella letteratura scientifica a livello mondiale. I risultati saranno utili per comprendere in che modo la riabilitazione robotica potrà essere applicata anche per altre tipologie di trattamenti”, confidano dall’ente.

L’incontro capitolino punta anche a evidenziare le prospettive economico-sanitarie di un nuovo modello riabilitativo mediato dalla tecnologia e dalla robotica, e a presentare le evidenze scientifiche e le basi neurofisiologiche a sostegno della riabilitazione tecnologica e robotica. “Questa iniziativa – commenta monsignor Bazzari – si pone nel solco della mission della Fondazione: operiamo nel cuore del dolore, per favorire ogni azione tesa alla restaurazione della persona umana, come la definiva il beato don Gnocchi. Le soluzioni innovative che oggi la tecnologia ci propone sono una grande opportunità che non dobbiamo lasciarci sfuggire, per essere oggi, ancora di più e meglio, al servizio della Salute delle persone sofferenti”.