Morte Veronesi, dall’Ieo: “Supereremo il dolore solo continuando a realizzare le idee del nostro professore”

“Tutti noi dell’Istituto europeo di oncologia, profondamente colpiti dalla scomparsa di Umberto Veronesi, pensiamo a lui con affetto e con immensa gratitudine”. Comincia così una lettera diffusa nell’Irccs di via Ripamonti all’indomani della morte dell’oncologo. Nell’Istituto di Milano, di cui Veronesi è stato il motore in tutti questi anni, il ‘prof’ (come lo chiamavano i suoi più stretti collaboratori) “lascia un vuoto incolmabile – si legge nel testo – ma allo stesso tempo un’inestimabile eredità di pensiero, che continuerà a vivere in tutti noi”. E proprio per tenere vivo il suo ricordo, già oggi fuori dall’ospedale sono comparse foto e cartelloni con la scritta ‘Grazie prof‘. La mostra per i 10 anni della chirurgia robotica, inaugurata proprio ieri, ha le luci spente ed è stato annullato il meeting strategico annuale, un appuntamento molto importante per l’Irccs, che era in calendario nei prossimi giorni.

Venerdì, nel giorno della cerimonia laica a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, delle navette faranno avanti e indietro dalla struttura per permettere ai dipendenti che lo vorranno di partecipare, pur “nel rispetto delle esigenze programmate di servizio ai pazienti”. I pullman partiranno alle 9.45 per rientrare alle 12.30. Dopo l’ultimo addio pubblico allo scienziato, sarà la vota di un saluto interno. Martedì 15 novembre alle 13 è infatti stato previsto un incontro nell’Istituto “tra tutti noi”, spiegano dall’Irccs. “Sarà l’occasione per ricordare insieme il nostro professore in un grande abbraccio collettivo cui tutti siamo invitati a partecipare”. “E’ qui, nel nostro Istituto, che il professore ha voluto piantare solidamente i semi del suo lascito intellettuale di medico oncologo che ha rivoluzionato l’oncologia, con il suo amore per i malati, il suo impegno per la tutela dei loro diritti, la sua fiducia nella ricerca scientifica, la sua straordinaria umanità e la visione del futuro”, recita un altro passaggio della lettera. “A tutti noi che abbiamo avuto il privilegio di lavorare accanto a lui, oggi spetta il compito di proseguire nel solco che ha tracciato, attuando i suoi insegnamenti e mirando ai suoi traguardi. In sua memoria, l’Ieo continuerà a essere un modello a cui il Paese e il mondo scientifico internazionale possa guardare come riferimento nella lotta al cancro e come eccellenza italiana”. “Supereremo il dolore di oggi solo continuando a sviluppare e realizzare le idee del nostro professore – è la conclusione del messaggio – in modo che sia sempre in qualche modo con noi, in ognuno di noi”.