Ottenere il petrolio artificiale da fanghi di depurazione? Non è utopia

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Può sembrare fantascienza, ma gli impianti di trattamento delle acque reflue potrebbero un giorno trasformare i liquami ordinari in un surrogato del petrolio. E’ questo il tema di una nuova ricerca in corso di svolgimento presso il Dipartimento per l’Energia del Pacific Northwest National Laboratory (PNNL) di Richland, Washington USA. La tecnologia, detta liquefazione idrotermica (hydrothermal liquefaction), simula le condizioni geologiche che la Terra ha utilizzato milioni di anni fa per “creare” il petrolio greggio. Questa tecnologia tratta i liquami sottoponendoli a pressioni particolarmente elevate e ad alte temperature (circa 350 °C); ciò consentirebbe di raggiungere in pochi minuti qualcosa che in natura richiederebbe tempi geologici. Il materiale risultante – adeguatamente miscelato con piccole quantità di acqua e di ossigeno – è simile al petrolio pompato fuori terra. Questo materiale potrebbe quindi essere raffinato mediante operazioni analoghe alla tradizionale lavorazione del petrolio convenzionale. Oltre a produrre un combustibile utile, potrebbe inoltre rappresentare per i governi locali un significativo risparmio sui costi sostenuti per il trattamento dei liquami.