Rifiuti: ‘in Moto per l’Ambiente’, ecco cosa farne degli olii lubrificanti usati

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Una mega pista slot a sei corsie per invitare gli appassionati di moto a sfidarsi tra loro, apprendendo l’importanza di raccogliere correttamente gli olii lubrificanti usati. E’ l’iniziativa del Coou, consorzio che coordina a livello nazionale la raccolta e lo smaltimento dell’olio lubrificante usato che torna, per la quarta volta, all’Eicma di Rho Fiera Milano. “Manifestazioni come Eicma – spiega all’Adnkronos Elena Susini, responsabile della comunicazione del Coou – sono il nostro pane quotidiano per informare direttamente i cittadini”. Qui, in particolare, “abbiamo l’opportunità di partecipare a un evento che conta sempre un numero di visitatori molto alto, specie tra quelli che più facilmente hanno la possibilità di maneggiare olii lubrificanti, ad esempio i biker che amano provvedere da soli al cambio dell’olio della motocicletta, riuscendo ad avvicinarli al mondo complicato e oscuro del nostro ambiente”.

Lo slogan ‘In moto per l’ambiente’ è stato scelto proprio per questo: “L’olio lubrificante usato – sottolinea Susini – è un rifiuto pericoloso che, anche in quantità molto limitate, può inquinare vaste aree del pianeta”. Basti pensare che sono sufficienti 4 chili di olio usato, pari a due cambi di una moto di grossa cilindrata, per contaminare una superficie di acqua grande come un campo di calcio. Dal 1982, anno di nascita del Coou, “la raccolta ha raggiunto tassi molto alti” perché “buona parte degli olii usati proviene dalle lavorazioni dell’industria che, per legge è obbligata a praticarla”. La “filiera è strutturata e lavora benissimo, tanto che siamo arrivati a una percentuale superiore al 95% dell’olio raccoglibile”. Tuttavia resta ancora una parte di materiale che sfugge ai canali ufficiali di raccolta: “Si tratta – avverte Susini – di olio prevalentemente usato da privati che o non sanno che deve essere conferito nelle isole ecologiche del proprio Comune o non se ne preoccupano”. Ed è qui che occorre lavorare per poter ottenere risultati: “I cittadini devono sapere che alla fine del suo ciclo della vita l’olio va assolutamente smaltito perché diventa un rifiuto pericoloso”. E non solo “per una questione di sensibilità verso l’ambiente, ma perché da questo rifiuto pericoloso si può ricavare nuova materia”. “Noi – precisa Susini – provvediamo alla rigenerazione dell’olio usato attraverso appositi impianti che lo trasformano in base vergine, quindi viene reimmesso sul mercato”. In tal modo, conclude, “si contribuisce, da un lato, ad abbassare le importazioni di lubrificante, dall’altro a sostenere l’economia, dal momento che il processo di lavorazione può contribuire alla creazione di nuovi posti lavoro”.