Svelati i segreti custoditi in un amuleto di 6.000 anni fa

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Inizia a rivelare qualcosa di sé il misterioso amuleto di 6.000 anni fa ritrovato in una tomba del sito archeologico di Mehrgarh, in Pakistan: attraverso una nuova tecnica di analisi basata sulla luce, ha svelato passo dopo passo il metodo usato per la sua fabbricazione, che sembra estremamente sofisticato per l’epoca. Lo rivela uno studio condotto presso il sincrotrone Soleil dagli esperti del Centro nazionale delle ricerche francese (Cnrs), che pubblicano i risultati su Nature Communications. Al fine di visualizzare la microstruttura dell’amuleto con una risoluzione superiore a quella dei tradizionali microscopi, i ricercatori si sono serviti di una nuova tecnica di analisi (basata sulla luminescenza) che consiste nel colpire l’oggetto con un particolare raggio di luce per andare poi ad analizzare lo spettro riemerso dai suoi materiali.

In tal modo è stato possibile verificare che l’amuleto contiene due tipi di ossido di rame che si sono formati in tempi diversi, quindi molto probabilmente l’amuleto (simile ad una ruota a sei raggi) sarebbe nato come un pezzo unico di rame: il metallo fuso sarebbe stato versato in uno stampo di argilla, precedentemente creato intorno ad un modellino di cera con la forma dell’amuleto. Durante il procedimento, il metallo avrebbe incorporato al suo interno dell’ossigeno presente nell’aria, che con l’ossidazione avrebbe generato le particolari microstrutture visibili oggi. L’amuleto si confermerebbe dunque come uno degli oggetti metallici più antichi mai realizzati con la tecnica di fusione a cera persa.