L’architetto Renzo Piano, Brunello Cucinelli, re del cachemire e altri imprenditori sono pronti a scendere in campo per la ricostruzione dei comuni e delle chiese devastate dal Terremoto. Saranno loro alcuni dei protagonisti della Leopolda di quest’anno, in programma per il fine settimana a Firenze. Inizialmente, subito dopo il sisma, non era stata confermata la manifestazione ma nelle ultime 48 ore si è deciso di proseguire, rendendola molto più istituzionale. Per Renzi portare alla Leopolda l’operato del governo sul dopo-sisma servirà a spiegare in che modo verrà messo in sicurezza il territorio italiano, in modo da rassicurare i cittadini.
Dunque il messaggio sarà chiaro: ‘ricostruiamo l’Italia’. Ci saranno anche dei riferimenti al referendum, nel quale come è noto il Pd è notevolmente impegnato. Non si hanno certezze riguardo la presenza di Renzo Piano che è stato invitato e potrebbe intervenire sul nuovo piano di prevenzione messo a punto dall’esecutivo. Il presidente del Consiglio punta sul ‘piano casa’ per far capire anche all’Europa che l’Italia farà tutto il necessario per salvaguardare il Paese. Un segnale mandato anche attraverso la condivisione, vicinanza e la solidarietà, come durante la visita di Renzi ieri a Preci.
Il venerdì mattina invece le attenzioni saranno puntate sugli angeli del fango: la Leopolda infatti coincide con l’anniversario dell’alluvione di Firenze del ’66. Durante la manifestazione ci sarà anche modo di fare un bilancio di quanto realizzato in questa legislatura:si parlerà in particolare delle misure del governo sulla legge di bilancio. Venerdì nel tardo pomeriggio aprirà Renzi che poi concluderà domenica in chiusura.
Dovrebbe essere confermato anche lo strumento dei ‘tavoli’ di confronto, sabato dal palco della manifestazione curata da Maria Elena Boschi dovrebbero intervenire i ‘non politici’. Come è prevedibile, il momento più importante dell’appuntamento sarà dedicato al referendum del 4 dicembre, con la chiamata alle armi per il rush finale della campagna elettorale. Sullo sfondo anche la discussione interna al Pd sulla legge elettorale: potrebbe essere giovedì mattina una nuova riunione della commissione. Cuperlo resta dentro, ma se il documento dovesse essere molto generico è pronto a dire no al ddl Boschi.


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