Nonostante il Vaticano abbia condannato le affermazioni andate in onda su Radio Maria riguardo al terremoto come “castigo divino” dopo le unioni civili, Padre Giovanni Cavalcoli insiste. “Risentendo le mie parole, tutto sommato è un’opinione legittima”. Il collaboratore di Radio Maria finito nella bufera per aver associato i recenti terremoti al ‘castigo divino’ legato alla legge sulle unioni civili, non cambia idea nonostante la condanna esplicita del Vaticano. “Ripetiamo esattamente cos’è che avrei detto esattamente”, dice rispondendo alle domande della Zanzara su Radio 24. I conduttori fanno ascoltare le frasi incriminate (“Dal punto di vista teologico questi disastri possono essere considerati un castigo del peccato originale“) e Padre Cavalcoli non fa marcia indietro. “Risentendo le mie parole, tutto sommato è un’opinione legittima. Si può pensare che il terremoto possa essere un richiamo, un castigo… Le unioni gay sono un peccato? Si capisce… Un omosessuale è una persona che pecca contro natura. Due uomini che stanno insieme cosa sono? Peccatori”, prosegue. “Ha letto la storia di Sodoma e Gomorra? Perché vengono castigate? Per i peccati. Il castigo esiste, senz’altro. Semplicemente, sono peccati che meritano il castigo divino, non dico niente di nuovo”, dice ancora.
La testata ha attribuito queste parole al direttore della radio, padre Livio Fanzaga, scatenando un’ondata di polemiche e indignazioni. Poche ore dopo, la redazione dell’emittente cattolica, sul suo sito, ha smentito “categoricamente” che quelle parole fossero state pronunciate dal proprio direttore. “Il 30 ottobre – si legge – padre Livio non aveva nessuna diretta.”
“Mi dovrei vergognare? E’ lei che non capisce, io sono dottore in teologia da 30 anni -aggiunge rivolgendosi al conduttore-. Cosa c’entrano i terremoti con la teologia? C’entrano sì! I terremoti entrano in quello che è il castigo divino conseguente al peccato originale. Le unioni sessuali possono provocare punizioni divine”. Secondo lei il Papa la pensa allo stesso modo? “Questa è la Bibbia…”. Il Vaticano, gli fanno notare, ha condannato la condotta di Radio Maria: “Ripassino il catechismo…”.
La reazione del Vaticano
“Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede“, deplora mons. Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, interpellato dall’ANSA. Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni “datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perche’ contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo“. “I terremotati ci perdonino, a loro solidarieta’ del Papa“. “Cristo – ha aggiunto mons. Becciu – ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo. Questa – spiega – e’ una visione pagana, non cristiana“. “Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria – afferma ancora mons. Becciu – offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti e’ vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto“. “Radio Maria – aggiunge il prelato, tra i piu’ stretti collaboratori del Papa – deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di piu’ al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarieta’ propugnato con passione da papa Francesco specie nell’anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell’ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarieta’ e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore“.


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