E’ necessario tirare fuori la paura dai bambini, farli parlare, sfogare, senza ‘minimizzare’ con bugie a fin di bene: è questa la prima terapia nei confronti del panico da terremoto, che in queste ore sta colpendo i cittadini colpiti, soprattutto nella categoria più fragile, quella dei bambini. Il consiglio arriva da Paola Vinciguerra, psicoterapeuta e presidente dell’Associazione europea disturbi da attacchi di panico (Eurodap). La professionista è direttamente impegnata nelle zone colpite dal sisma insieme ad altri 200 psicoterapeuti:’‘Il caso del bimbo di 7 anni di Camerino, fuggito la scorsa notte da casa per paura del Terremoto e fortunatamente ritrovato sano e salvo stamani – afferma l’esperta – e’ emblematico: si e’ trattato di un attacco di panico, e cio’ evidenzia come proprio i bambini siano particolarmente a rischio: hanno infatti maggiori difficolta’ a tenere a bada la paura perche’ non hanno ancora strumenti cognitivi adeguati per razionalizzare un simile evento”.
L’allarme continuo peggiora lo stato emotivo dei bimbi, ma per prevenire crisi serie il ‘metodo’ da adottare è “uno solo”: “I bambini vanno tranquillizzati e ascoltati, mai colpevolizzati o ridicolizzati. Va favorito il loro racconto e l’espressione del disagio che provano, mentre e’ assolutamente sbagliato tentare di rassicurarli con frasi come ‘vedrai che non succederà più niente brutto'”.
Piuttosto, sottolinea, “va detto al piccolo che è normale che abbia paura, ma cercando di fargli realizzare che l’evento non ha comunque distrutto i suoi punti di riferimento fondamentali che sono la famiglia e gli affetti”. Insomma, non bisogna negare la paura, ma accettarla ed esserne consapevoli, in modo da poterla superare: “Una frase da evitare in assoluto, ad esempio – avverte la psicoterapeuta – è ‘Dai, sei un ometto, dimostralo'”. Questo perché, chiarisce, “parlare della paura è già un modo per desensibilizzare il cervello dalla sensazione di minaccia continua, che può essere attivata da una scossa ma anche, in tali condizioni di stress, da un banale rumore”.
Dunque, soprattutto nel caso dei bambini, e’ “fondamentale accogliere lo stato di paura, normalizzarlo ma, se ci sono riposte eccessive, è altrettanto importante cercare i punti di ascolto allestiti dagli esperti nelle zone colpite dal sisma e chiedere un aiuto mirato”. In tutta l’area terremotata”sono al momento attivi circa 200 psicoterapeuti dell’associazione: sono a disposizione della popolazione, per aiutarla a superare lo shock anche attraverso il trattamento psicologico dell’EMDR, Eye Movement Desensitization and Reprocessing, riconosciuto dal 2013 dall’Organizzazione mondiale della Sanita’ – conclude – come metodo elettivo nella risoluzione dei disturbi post traumatici da stress”.


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