E’ pronta la ricostruzione dei due piani di faglia attivati con il Terremoto di Amatrice del 24 agosto e “una possibile ricostruzione” del piano di faglia sul quale sono probabilmente avvenuti i sismi del 26 e del 30 ottobre. “Non si tratta ancora di un modello”, sottolinea l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che sta lavorando all’elaborazione delle immagini radar fornite dai satelliti Sentinel 1, del programma europeo Copernicus. Le frange di colore della mappa rivelano un movimento complesso, che mostra come lo scorrimento degli opposti blocchi di crosta terrestre lungo le superfici di faglia profonde hanno causato i tre terremoti principali. E’ possibile osservare anche i movimenti più superficiali, mentre la rottura legata al sisma si evince da un movimento concentrico delle frange colorate, interrotte da movimenti di rottura pià superficiali. “E’ il contributo dei terremoti alla costruzione dei paesaggi appenninici”, osserva Stefano Salvi, dell’Ingv. Sono dati molto importanti, ha rilevato, perché permettono di “ricostruire nel dettaglio la posizione e le caratteristiche delle faglie profonde” e di ottenere in questo modo “informazioni molto importanti per la valutazione della sequenza sismica”.
Prossimo obiettivo
Il prossimo obiettivo è quello di definire il movimento delle faglie che hanno causato i terremoti dell’Italia centrale dal 24 agosto al 30 ottobre. In tal modo sarà possibile comprendere quanta energia sia stata realmente liberata. Ma anche se la quantità fosse tale da far pensare che quasi tutta sia stata liberata, non sarà comunque possibile scongiurare il rischio di altri terremoti. “Lo scopo è capire se la somma degli spostamenti possa far ritenere che la faglia si sia mossa tutta“, ha osservato il sismologo Alessandro Amato, dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Per Salvatore Mazza, sempre dell’Ingv, “non è possibile stabilire con certezza quanta energia sia stata liberata. Probabilmente – ha aggiunto – è stata liberata una buona fetta di quello che pensavamo si potesse muovere in questa tripletta, ma non si esclude che si possano muovere altri segmenti di faglia. Non possiamo escludere che l’attività possa continuare anche a livelli elevati, come è accaduto con la scossa di magnitudo 4,7 avvenuto nella notte”


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