Le scuole di ogni ordine e grado di Teramo rimarranno chiuse fino a mercoledì 9 novembre (incluso), salvo eventuali nuove disposizioni. Lo ha deciso il sindaco, Maurizio Brucchi, d’intesa con il presidente della Provincia, Renzo di Sabatino. La decisione deriva dalla necessità di completare le verifiche sugli immobili da parte della Protezione Civile e consentire piccoli lavori di manutenzione.
I sindaci di altri comuni del Teramano stanno decidendo il periodo di chiusura: a Montorio al Vomano il sindaco ha deciso la riapertura di tutte le scuole per venerdì 11 novembre. “Non risultano problemi nei plessi scolastici provinciali di Nereto e Sant’Egidio alla Vibrata e i sindaci della Vibrata decideranno fra stasera e domattina quando riaprire le scuole; ad Atri, dove e’ stata accertata l’agibilita’ degli istituti, l’attivita’ didattica dovrebbe riprendere il 7 novembre” si legge in una nota della Provincia. Sono ancora in corso interventi di “riparazione danni su elementi non strutturali” in altri 12 istituti.
“Una precisazione doverosa per le famiglie e gli studenti giustamente preoccupati – dice Di Sabatino – Abbiamo anche la responsabilità di affrontare i problemi con la dovuta serenità e lucidità senza le quali sara’ più difficile uscire dalla condizione di precarietà che in tutti noi ha ingenerato il Terremoto. Riapriamo scuole dichiarate agibili da tecnici qualificati, la partita della vulnerabilità sismica è un’altra cosa. Con il contributo del Governo che anche negli ultimi Decreti sta affrontando con le dovute misure, finanziarie e amministrative, il problema della sicurezza, siamo già al lavoro per programmare interventi e quantificare risorse le necessarie. Di nostro abbiamo disponibili i due terzi di quello che ricaveremo dalla vendita della caserma dei Carabinieri di Teramo, circa 4 milioni di euro, per il resto dei finanziamenti aspettiamo risposte che, sono certo, arriveranno”.


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