Caso Prosciutto di Parma, la replica del Consorzio: inaccettabile e non rappresentativo

MeteoWeb

Scoppia un caso sul Prosciutto di Parma. L’associazione non profit Essere Animali ha documentato con un video i maltrattamenti che i maiali subiscono in un grande allevamento che fornisce materia prima per i famosi prosciutti simbolo del made in Italy. In riferimento alla questione il Consorzio del Prosciutto di Parma si dichiara sconcertato per la situazione mostrata che considera riprovevole e condanna fortemente simili comportamenti. E’ inaccettabile che i suini siano trattati in questo modo. Il Consorzio è pertanto intervenuto immediatamente nei confronti dei Servizi Veterinari competenti chiedendo di adottare esemplari provvedimenti sanzionatori contro un allevamento che viola le piu’ elementari norme sul benessere animale.

Al contempo, chiarisce che quanto mostrato non e’ assolutamente rappresentativo degli allevamenti suinicoli italiani ne’ tantomeno di quelli appartenenti al circuito tutelato, ma che anzi danneggia enormemente la reputazione di tutta la suinicoltura nazionale. Si tratta evidentemente di un caso particolare, certamente da perseguire anche per rispetto degli oltre 4000 allevatori che quotidianamente lavorano in modo onesto per produrre un prodotto di qualita’ superiore. Il Prosciutto di Parma, come prodotto a Denominazione di Origine Protetta, segue un rigido disciplinare produttivo, un insieme di norme tecniche che afferiscono direttamente ed esclusivamente alla qualità del prodotto DOP. Il disciplinare, pur facendo esplicito riferimento al benessere animale, per sua natura non entra nel merito dei requisiti di legge, ma rimanda alla normativa europea e italiana in materia. Normativa che demanda i controlli in questo ambito in via esclusiva al Ministero della Salute che li attua attraverso il Servizio Veterinario locale e nazionale. Il Consorzio del Prosciutto di Parma e’ naturalmente sensibile al tema e ha avviato tavoli di confronto con tutti i soggetti istituzionali e produttivi coinvolti affinche’ si valuti ogni opportunita’ che la scienza e la tecnica mettono oggi a disposizione per conciliare le esigenze produttive e la qualita’ del prodotto finito con le migliori condizioni di benessere degli animali.