Cervelli in provetta pronti a diventare laboratori ‘viventi’

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Mini-cervelli in provetta pronti a diventare laboratori ‘viventi’ per sperimentare farmaci e studiare malattie neurologiche, come Alzheimer e schizofrenia. Lo studio è stato coordinato da Joseph Ecker, dell’Istituto Howard Hughes, e pubblicato sulla rivista Cell Reports e dimostra che i cervelli ‘in miniatura’, coltivati in laboratorio facendo sviluppare le cellule staminali in 3D, sono i modelli che maggiormente si avvicinano all’originale. Ottenuti per la prima volta nel 2013 da un gruppo di ricerca europeo, i mini-cervelli in provetta non sono organi in ‘formato ridotto’ chiamati organoidi: riproducono molte caratteristiche del cervello umano e da qualche anno stanno diventando il banco di prova per studiare malattie neurologiche e sperimentare farmaci.

Per esempio, esperimenti sugli organoidi del cervello hanno permesso di comprendere gli effetti del virus Zika. Il lavoro dei ricercatori americani ha pero’ voluto verificare se davvero questi cervelli in miniatura siano modelli di test migliori dei classici tessuti bidimensionali usati fino ad ora nei laboratori. Il loro lavoro si e’ concentrato soprattutto sulle caratteristiche di funzionamento genetico ed epigenetico, ossia sulla ricerca dei segnali chimici responsabili dell’accensione o spegnimento di specifici geni e legati spesso allo sviluppo di malattie del cervello. Il mini cervello è stato sviluppato dai ricercatori americani facendo moltiplicare cellule staminali embrionali umane all’interno di un bioreattore, una sorta di ‘incubatore’ nel quale le cellule trovano un ambiente favorevole per moltiplicarsi. Nessuno finora aveva mai studiato l’organoide del cervello così in dettaglio, ha osservato Chongyuan Luo, uno degli autori dello studio. “Questo tipo di valutazioni – ha aggiunto – e’ invece davvero importante per capire lo sviluppo del cervello, specialmente se vogliamo provare a usare gli organoidi per sperimentate terapie neurologiche”.