E’ stato realizzato il transistor stampato su plastica più veloce al mondo dai ricercatori dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). E’ un congegno in grado di operare a frequenze di 20 MHz, che permettono di far funzionare display flessibili ad alta risoluzione e dispositivi indossabili per la diagnostica medica e l’attività sportiva. Lo ha reso noto lo stesso IIT, sottolineando che la ricerca è nata dalla collaborazione tra i centri IIT di Milano (nanoscienze e tecnologie) e Lecce (nanotecnologie biomolecolari) e pubblicata sulla prestigiosa rivista Scientific Report, del gruppo Nature. Grazie ad essa è stato realizzato il più veloce transistor flessibile stampato con polimeri organici.
“Si tratta – rileva IIT – del primo dispositivo realizzato al mondo capace di sostenere velocità sufficientemente alte (20 MHz) per essere impiegabile nel campo delle etichette intelligenti, dei dispositivi indossabili per la diagnostica medica e il monitoraggio dell’attività sportive”. Il coordinatore del progetto di ricerca, Mario Caironi, dell’IIT di Milano ha dichiarato che “il potenziale e’ quello di poter portare intelligenza su oggetti di tutti i giorni, in forma di etichette plastiche o direttamente sugli oggetti”. E’ l’ultima scoperta nell’ambito di quella che viene definita “l’elettronica di plastica”.
Fino ad ora l’utilizzo di questa nuova famiglia di dispositivi era stato limitato dalle tecniche di produzione, troppo costose e difficilmente scalabili, e dalla frequenza di funzionamento, fino a oggi di pochi MHz. Il transistor realizzato dall’IIT, invece, è un dispositivo che funziona da interruttore. E’ costituito da un materiale semiconduttore a cui sono attaccati degli elettrodi. Nell’elettronica tradizionale il materiale semiconduttore è il silicio, non biocompatibile né flessibile, e i terminali sono metallici. L’elettronica flessibile organica impiega come semiconduttori dei polimeri organici, e i terminali sono ottenuti con inchiostri, costituiti da nano-particelle metalliche disciolte in un materiale plastico organico. Il materiale prodotto è quindi flessibile.


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