Mondi extrasolari: a caccia di esopianeti con il chip ottico

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Un nuovo chip ottico per telescopi consentirà una panoramica più approfondita dei potenziali pianeti abitabili. E’ il frutto della ricerca  di un gruppo di astronomi dell’Australian Network University che propone una nuova tipologia di chip ottico per telescopi in grado di eliminare la luce dalla stella vicina all’esopianeta per permettere la realizzazione di un’immagine definita del mondo extrasolare.
I fisici e gli astronomi dell’università australiana – spiega l’Agenzia Spaziale Italiana – hanno lavorato sul chip in cooperazione con l’Università di Sidney e l’Australian Astronomical Observatory. Per scovare i mondi alieni è necessario guardare dentro la nube di polveri che li avvolge  e capire dove e come essi si formano: queste nozioni saranno fondamentali per la ricerca di pianeti che contengono ozono nella loro atmosfera, un elemento indicatore della vita.
Il chip è un interferometro che aggiunge onde luminose uguali ma opposte provenienti dalla stella vicina al pianeta – commenta Steve Madden, a capo dello studio – in questo modo riesce ad annullare la luce dell’astro e a rendere visibile l’esopianeta”. Il meccanismo di funzionamento utilizza il calore emesso dal pianeta per scrutare attraverso le nubi di polveri che lo nascondono consentendo, allo stesso modo, l’individuazione di tracce di ozono. Il lavoro degli scienziati sul chip è frutto di dieci anni di ricerca su materiali e dispositivi ottici sponsorizzato  dal CUDOS, un centro di eccellenza finanziato dall’Australian Research Council supportato da sette università, quindici istituti partner e dal Governo del South Wales State.