Prosciutto di Parma: video shock sugli allevamento dei maiali pubblicato da ong “Essere Animali”

MeteoWeb

Maiali malati lasciati ad agonizzare nei corridoi di cemento dell’allevamento, smagriti, tremanti di febbre, coperti di fango e di ferite, con le orecchie smozzicate per gli scontri causati dal sovraffollamento. E ancora suini presi per le zampe e trascinati per terra, o costretti a combattere fra di loro per nutrirsi in una mangiatoia troppo piccola. E’ un video terribile, che lascia sgomenti, quello girato dalla ong “Essere Animali” in un allevamento di maiali destinati al Prosciutto di Parma. La ong ha ripreso per sei mesi ciò che avviene dentro la struttura: il reportage “Prosciutto crudele di Parma” è stato poi diffuso sul sito essereanimali.org.

Il Consorzio del Prosciutto di Parma in un comunicato “si dichiara sconcertato per la situazione mostrata, che considera riprovevole, e condanna fortemente simili comportamenti. Il Consorzio e’ intervenuto immediatamente nei confronti dei Servizi Veterinari competenti, chiedendo di adottare esemplari provvedimenti sanzionatori. Al contempo, chiarisce che quanto mostrato non e’ assolutamente rappresentativo degli allevamenti suinicoli italiani”. “Quella fatta vedere nel video e’ una situazione estrema e delinquenziale, verso la quale la nostra Organizzazione ha tolleranza zero. – dice il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – Ma quello che rifiuto categoricamente e’ che questo allevamento venga associato a tutti quelli intensivi che operano in condizioni di assoluta legalita'”. “Prendiamo atto della nota con cui il Consorzio del Prosciutto di Parma si dissocia dai maltrattamenti – commenta l’Ente nazionale protezione animali (Enpa). Auspichiamo, tuttavia, che alle parole del comunicato stampa seguano i fatti e che il Consorzio non solo rompa ogni legame con la struttura in questione, ma si costituisca parte civile in un eventuale iniziativa legale contro di essa. Noi, ove ne ricorrano i presupposti, siamo pronti a intervenire con il nostro ufficio legale. Questa vicenda dimostra, ancora una volta l’urgenza di installare telecamere all’interno degli allevamenti”.