Russia, schianto Tupolev: prosegue la ricerca del relitto e dei corpi delle vittime

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Migliaia di soldati, soccorritori e sommozzatori sono impegnati da ieri nelle ricerche nelle acque del Mar Nero per ritrovare il relitto e i corpi delle 92 persone che si trovavano a bordo dell’aereo dell’esercito militare diretto in Siria. Tra i passeggeri, 84, e i membri dell’equipaggio del velivolo, 8, c’erano 64 membri del Coro dell’Armata Rossa, che doveva celebrare il Nuovo anno con le truppe russe in Siria. L’aereo si è schiantato due minuti e 44 secondi dopo il decollo dalla località di Sochi. A bordo vi erano anche nove giornalisti di canali televisivi Pervy Kanal, NTV e Zvezda, due funzionari civili e il capo di un’organizzazione di beneficenza molto nota in Russia, Elizaveta Glinka.

L’operazione di ricerca si estende per sei chilometri dalla costa russa, ha detto il vice ministro della Difesa, Pavel Popov. In totale, più di 3.500 persone, tra cui più di 150 subacquei, 39 barche e cinque elicotteri e droni sono coinvolti nelle ricerche. Per il momento sono stati recuperati 11 corpi e oltre 150 pezzi del relitto , ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konachenkov. I corpi saranno trasferiti a Mosca per l’identificazione. Le scatole nere dell’apparecchio, un Tupolev Tu-154, non sono ancora state individuate, ma il comandante della Air Force russa Viktor Bondarev si è detto “certo” che saranno ritrovate integre.

L’apparecchio era operativo da 33 anni e aveva effettuato 6.689 ore di volo. Era stato riparato l’ultima volta nel dicembre 2014 e revisionato nel mese di settembre. Il presidente russo Vladimir Putin ha decretato per oggi una giornata di lutto “su tutto il territorio della Russia” e ha chiesto un “attenta indagine (…) per determinare le cause del disastro.” Il ministro dei Trasporti russo, Maxime Sokolov, durante una riunione della commissione speciale immediatamente costituita dopo il dramma, ha assicurato stamattina che “le piste privilegiate oggi non includono quella di un attentato terroristico“. “Le ragioni possono essere diverse. Gli specialisti del Comitato le stanno analizzando”, ha aggiunto il ministro, che ha poi evocato “un problema tecnico o un errore del pilota”.