Smog, l’Arpav: in Veneto condizioni critiche per il Pm10

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A causa delle condizioni meteorologiche stabili e con forti inversioni termiche, la situazione dell’inquinamento dell’aria nelle zone pianeggianti del Veneto, come nel resto della pianura padana, è critica. Secondo l’Arpav, la scorsa settimana l’espansione di un’alta pressione sull’area mediterranea ha portato anche in Veneto tempo stabile, senza precipitazioni e venti significativi, e ha determinato il ristagno di inquinanti e di umidità nei bassi livelli dell’atmosfera. Oggi correnti un po’ più fresche in alta quota favoriscono una parziale attenuazione dell’inversione termica e le concentrazioni di polveri sottili potrebbero diminuire rispetto ai giorni precedenti, pur restando su livelli superiori ai limiti di legge specialmente nei maggiori centri urbani.

I superamenti. il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana previsto dalla legge è di 50 ?g/m3 da non superare più di 35 giorni all’anno. Sono stati registrati sette giorni di superamento consecutivi del valore limite giornaliero a Treviso (centralina di Via Lancieri), Vicenza (centralina del Quartiere Italia) e Padova (centralina della Mandria). Domani anche Venezia raggiungerà i sette giorni consecutivi di superamento. La concentrazione più elevata è stata registrata nella centralina di Treviso il 10 dicembre 2016 con 105 µg/m3. La previsione. Da domani, e almeno fino a giovedì 15 dicembre, non sono previste precipitazioni e venti in grado di favorire una significativa riduzione delle concentrazioni di polveri sottili, che resteranno quindi su livelli superiori ai limiti di legge.

Per ridurre la durata e la gravità degli episodi prolungati di superamento del valore limite giornaliero di PM10 è necessario secondo l’Arpav: ridurre l’uso dei veicoli a motore privati per gli spostamenti strettamente necessari, preferendo forme alternative di mobilità come trasporto pubblico, spostamenti in bicicletta e a piedi, specialmente nelle brevi tratte; spegnere il motore dei veicoli merci durante le fasi di carico-scarico e degli autoveicoli per soste prolungate ai passaggi a livello e ai semafori; ridurre le ore di funzionamento degli impianti di riscaldamento domestico, ridurre la temperatura massima nei locali. Nel caso di utilizzo di apparecchi a legna bruciare solo legna secca, non bruciare altri materiali, verificare l’efficace e corretta combustione. Verificare la pulizia delle canne fumarie delle stufe ed esecuzione della manutenzione degli impianti. Non bruciare sfalci, potature ed altri residui agricoli, all’aria aperta le condizioni di combustione non ottimali provocano la formazione di polveri e di altri composti tossici come il benzo(a)pirene.