Terremoto: lenticchie e nostalgia per gli sfollati negli alberghi della costa

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Lui li chiama “i miei terremotati”, e loro lo hanno ricambiato con una targa ricordo in segno di riconoscenza (“grazie di cuore per averci appoggiato e sostenuto in un momento cosi’ difficile“), firmando: ‘i terremotati 2016′. Luciano Scafa’, titolare del David Palace Hotel, lungomare sud di Porto San Giorgio (Fermo), è uno degli albergatori che ospitano nelle strutture della costa marchigiana gli sfollati e che cercherà di farli sentire meno soli anche a Capodanno. “I miei terremotati (una trentina; ndr) sono fantastici. – dice Scafa’ – Hanno fatto gli addobbi natalizi, i centrotavola, l’albero di Natale, per fare in modo che questa fosse anche la loro casa”. Perché la nostalgia per i propri paesi, lasciati in fretta e furia e niente in mano, sotto l’incalzare delle scosse, punge quanto l’agrifoglio che decora le tavole del Cenone di San Silvestro. “Ospiti di serie ‘A'”, li chiama Scafa’, che per loro ha in serbo un menu’ di tutto riguardo, rigorosamente a base di pesce. Persino le lenticchie saranno ‘marinare’, accompagnate da rana pescatrice al rosmarino. L’hotel organizza anche un veglione con musica dal vivo e animazione.

Festeggiamenti anche al camping Holiday di Porto Sant’Elpidio (Fermo), che di ospiti ne ha ben 560 e che funziona come hub per l’emergenza. Prima di Natale, è venuto in visita il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha portato il suo saluto ai terremotati assicurando loro che l’impegno delle istituzioni resterà costante nel tempo fino a quando non sara’ tutto ricostruito. Pure all’Holiday ci sara’ il tradizionale cenone, con un menu’ piu’ classico, pero’, “per accontentare tutti”, spiega lo chef Pietro Ponziani. “Qui – aggiunge il direttore del centro turistico Daniele Gatti – abbiamo molte persone anziane. Saranno in molti a trascorrere il Capodanno con noi, non credo che andranno dai parenti. Anzi, sono i parenti – figli, nipoti – che stanno raggiungendo i nostri ospiti. Il clima che si respira? A me sembra di serenita’. E stasera, per chi lo vorra’, abbiamo organizzato anche un momento di intrattenimento con il ballo liscio”.

“Sono persone eccezionali, ormai siamo una famiglia”, racconta Anna, che con il marito gestisce il Relax di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), ‘approdo’ degli sfollati di Accumoli (il 90%, e c’e’ pure il sindaco Stefano Petrucci), Amatrice e Arquata del Tronto. “Da noi sono in 200 – aggiunge la signora Anna – soprattutto famiglie con bambini. Stasera? Cenone con musica”. “San Benedetto ospita nelle sue strutture alberghiere 1.200 persone. Direi che si sono integrate“, osserva il sindaco Pasqualino Piunti, infaticabile organizzatore di eventi per i terremotati che hanno trovato accoglienza nella sua citta’. “Domani passero’ negli alberghi per augurare loro buon anno e salutare i colleghi”, perche’ oltre a Petrucci c’e’, come sfollato, pure il sindaco di Arquata, omonimo, Aleandro Petrucci. Davvero “una famiglia“, come la descrive la signora Anna. Tanto che un’addetta del personale del Relax, con un figlio in arrivo, ha deciso di battezzare il bimbo ad Accumoli. A celebrare il sacramento sara’ il vescovo di Rieti.