Terremoto, Minniti nei comuni colpiti: “Ricostruiremo presto e bene”

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La ricostruzione dei territori del Centro Italia devastati dal sisma è “una macchina che cammina. Siamo ancora agli inizi, saremo soddisfatti solo quando avremo finito”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Marco Minniti, che inizia da Norcia la sua visita per i paesi distrutti che tocca anche Visso, Arquata e Città Reale. Con lui presenti anche Fabrizio Curcio, capo della protezione civile, e Vasco Errani, commissario straordinario per la ricostruzione. In questi giorni sono in molti i politici che stanno rispondendo all’appello lanciato a LaPresse dal sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, a trascorrere alcuni giorni tra i terremotati, per toccare con mano il disagio di chi cerca di rialzarsi dopo aver perso tutto. Per il ministro, “la cosa straordinaria è poprio il rapporto che si è creato tra le istituzioni e la popolazione” e assicura che l’obiettivo è “fare molto presto e molto bene“, anche perché “si stanno già compiendo opere straordinarie di ingegneria, che sfidano le leggi della fisica”.

Questa ricostruzione inoltre “non deve ringraziare né la mafia né le corruzioni” afferma Minniti ricordando il protocollo firmato nei giorni scorsi con l’Anac, il commissario Errani e Invitalia per escludere il rischio di infiltrazioni mafiose negli appalti: “Ci sarà un’unica anagrafe antimafia per le ditte che lavorano alla ricostruzione, – spiega – che saranno passate al vaglio”. Insomma, lo Stato si impegnerà con ogni mezzo: “avremo il più imponente finanziamento pubblico dei prossimi anni”.”La trasparenza – conferma il commissario Vasco Errani – sarà la cifra stessa della ricostruzione”, anche se per quanto l’impianto costruito garantisca un argine alle infiltrazioni, “non possiamo impedire che questo possa avvenire. Nel caso accadesse i responsabili saranno colpiti con forza dalle istituzioni”.