Ryan Zinke, deputato del Montana che ha votato più volte contro gli ambientalisti ed in favore delle concessioni minerarie e per l’estrazione petrolifera e del gas, è stato nominato alla guida del dipartimento dell’Interno, che negli Stati Uniti è preposto alla tutela del territorio e delle risorse naturali. “L’America è il più bel paese del mondo e lui contribuirà a mantenerlo tale con una gestione intelligente del nostro territorio federale“, ha dichiarato oggi Donald Trump. “Allo stesso tempo – ha poi aggiunto – l’obiettivo della mia amministrazione è quello di eliminare i cattivi regolamenti ed usare le nostre risorse naturali per creare posti di lavoro e benessere per il popolo americano e Ryan esplorerà ogni possibilità per capire come possiamo farlo in modo sicuro e responsabile”.
Zinke, che ha 55 anni, è entrato in politica nel 2008, dopo essere stato per 22 anni nei Navy Seal ed è stato eletto alla Camera con un programma elettorale in cui sosteneva la necessità di raggiungere l’indipendenza energetica dell’America del Nord. Laureato in geologia, il repubblicano alla Camera siede nella commissione Risorse Naturali ed in quella per le Forze Armate. Da sempre cacciatore e pescatore, amante della vita e degli sport all’aperto, che sono una delle principali risorse economiche del Montana, Zinke avrebbe conquistato la simpatia e la fiducia soprattutto del figlio di Trump, Donald jr, anche lui grande appassionato di caccia. Il deputato repubblicano la scorsa estate ha abbandonato la commissione preposta a stendere il manifesto politico del Gop quando è stata inclusa la proposta di trasferire agli stati il controllo delle terre federali. Anche Trump si è opposto alla misura, che comunque è rimasta nel programma. Scettico sui cambiamenti climatici – “non sono un falso, ma neanche scienza provata” ha sostenuto nel 2014 – Zinke è stato quindi già criticato da gruppi ambientalisti, soprattutto per le sue posizioni in politica energetica e la sua opposizione alle misure dell’amministrazione Obama per una moratoria temporanea delle concessioni per nuove miniere di carbone.
“Rappresenta il peggio del pensiero del Congresso, cioè che i sussidi del governo possano salvare le compagnie minerarie moribonde ed i giganti del petrolio e del gas che perdono pezzi – ha detto Diana Best, specialista di clima di Greenpeace – il fatto è che la richiesta di carbone sta diminuendo in tutto il mondo e gli americani vogliono in dipartimento degli Interni che protegga il nostro prezioso territorio federale per sempre. Questo significa renderlo off limits per la produzione di idrocarburi e riconoscere che il mondo è andato avanti”.


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