“Sono successe cose incredibili: terremoto, poi altro terremoto, poi la neve, 6 o 7 province, 4 regioni coinvolte: eventi di una dimensione tale che avrebbe messo in ginocchio qualunque Paese”. Lo afferma l’ex leader del Pd, Pierluigi Bersani, commentando ad Agora’ di Rai 3 la tragedia del centro Italia. “Detto questo – aggiunge Bersani – abbiamo delle difficoltà a vivere l’ordinario: l’Appennino è troppo abbandonato, mancano piani neve, tante cose…”.
La neve e il terremoto in centro Italia devono far riflettere sul ruolo delle Province, “un po’ di demagogia l’abbiamo fatta tutti, prendiamo il caso delle Province. Uno può chiamarle Ugo, se non gli piace Provincia, ma qualcuno che fa quel lavoro ci vuole. Non si può smontare un sistema senza metterne su un altro. Se vogliamo preservare il nostro Appennino, il nostro polmone, serve più Stato. Noi della citta’ dobbiamo fare qualcosa di più, dobbiamo pagare per il nostro polmone”.
“Quelle zone si sono spopolate. – prosegue – Oggi i cinghiali arrivano in citta’, sono tornati i lupi, non c’e’ piu’ la gente. Se prima c’erano 10 cantonieri – prosegue Bersani – oggi ce n’e’ uno solo, che non si accorge nemmeno delle slavine”. “Come dice Bergoglio – conclude – il mondo si conosce meglio se lo vedi dalle periferie: se la politica è solo comunicazione, e parlo anche dell’informazione, si parla di periferie solo quando esplodono. Invece bisogna occuparsi del territorio, saperlo curare, mantenere”.


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