Fukushima: i residenti sono stati esposti a meno radiazioni del previsto

Sono stati diffusi i risultati della prima ricerca di ‘citizen science’, effettuata cioè con le misurazioni fatte dagli stessi cittadini, e pubblicata sul Journal of Radiological Protection. Secondo i dati ottenuti sono quattro volte meno del previsto le radiazioni a cui sono stati esposti gli abitanti che vivono vicino la centrale nucleare di Fukushima, danneggiata in seguito al terremoto e allo tsunami del 2011. I ricercatori dell’università di Tokyo e Fukushima, dopo aver analizzato le letture fatte da 65mila residenti, hanno visto che le osservazioni fatte con il metodo tradizionale, ossia con le rilevazioni fatte per via aerea, avevano portato ad una sovrastima delle radiazioni. Pertanto nella città di Date, a 60 chilometri dalla centrale, a pochi mesi dall’incidente si era deciso di fare un monitoraggio indipendente dal governo, coinvolgendo i cittadini.

Uno dei promotori è stato il sindaco, considerando che per la sua città non era stata ordinata l’evacuazione, nonostante le rilevazioni dessero valori di radiazioni simili a quelle delle vicine città evacuate. Nel maggio 2011 circa 9000 tra donne incinte e bambini sotto i 16 anni hanno ricevuto il dosimetro, un sensore che misura i raggi gamma, che possono danneggiare il Dna e causare il cancro. Dal 2012 quasi tutti gli abitanti della città, circa 65mila, lo hanno ricevuto. Ogni 3 mesi il sensore è stato consegnato per le analisi. Al contempo sei rilevazioni aree della prefettura di Fukushima sono state condotte su ordine del governo, con sensori attaccati agli elicotteri. Poiché molte persone trascorrono molto del loro tempo al chiuso, i ricercatori del governo hanno presunto che gli arrivi solo il 60% delle radiazioni. In tal caso gli studiosi hanno analizzato le migliaia di dati raccolti a Date e poi li hanno confrontati con quelli delle rilevazioni aeree, osservando che le attuali dosi di radiazioni erano circa il 15% di quelle misurate dagli elicotteri. Cioé quattro volte meno di quelle stimate dal governo giapponese.