Sale il numero di morti e dispersi nell’hotel di Rigopiano. Nel pomeriggio è stato individuato il cadavere di un uomo, si tratta della sesta vittima accertata. Tra i dispersi, che sono ora 24, c’è anche un senegalese di 22 anni che lavorava come inserviente nell’albergo. La sua presenza è stata segnalata da uno dei superstiti, che lo ha visto il giorno della slavina. Tuttavia, né familiari né amici dell’immigrato hanno comunicato la sua scomparsa alle autorità. Scoppia il caso dei soccorsi: l’hotel aveva inviato alle autorità una mail 11 ore prima della slavina per chiedere un intervento. L’amministratore dell’albergo, Bruno Di Tommaso, alle 7 del mattino di mercoledì 18 gennaio, aveva inviato un messaggio di posta elettronica alla prefettura e alla Provincia di Pescara, al sindaco di Farindola e alla polizia provinciale segnalando una “situazione preoccupante” con telefoni fuori uso e ospiti “terrorizzati” usciti dall’albergo dopo le forti scosse di terremoto, e intenzionati a rifugiarsi nelle loro auto.
Alle 17.30 dello stesso giorno l’hotel fu inghiottito da una valanga di 120.000 tonnellate a 100 chilometri orari. Secondo calcoli del servizio Meteomont dei Carabinieri si è tratta di un imaptto pari a quello di 4.000 tir a pieno carico. I vigili del fuoco proseguono incessantemente le operazioni che procedono con la lentezza imposta dal rischio di crolli all’interno della struttura, sotto il perso della massa di neve che l’ha fortemente indebolita. La tecnica è nota come “urban search and rescue”, ed esclude l’uso di macchinari. Non perché questi non sia disponibili, ma perché il loro impiego è considerato altamente rischioso: le vibrazioni potrebbero determinare cedimenti. I soccorritori lavorano a mano, con vanghe e piccozze, adoperando la massima cautela al fine di avanzare senza compromettere la fragile stabilità sotterranea.
Si sta praticando una nuova apertura nell’albergo, dal lato opposto a quello dove finora si è operato. Scopo del varco è di avere accesso a locali che finora non e’ stato possibile raggiungere. “Al Rigopiano si sta tentando di trovare altre vie d’ingresso all’hotel – ha spiegato Paolo Molinari del Dipartimento della Protezione Civile – scavando delle trincee laterali che consentano di individuare punti d’entrata dalle pareti della struttura”. “Chi lavora in quelle condizioni lavora come se fosse da recuperare ancora persone vive, la speranza c’e’ sempre perche’ quelle condizioni tecniche possono aver dato corso a qualunque cosa”, aveva detto il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, prima del ritrovamento del sesto corpo. “E’ stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo”, ha raccontato Vincenzo Forti, uno dei superstiti, all’amico Luigi Valiante. “Io – ha proseguito – sono rimasto senza scarpe. Indossavo i leggings che mi aveva prestato la mia fidanzata. In un attimo ci siamo ritrovati in tre in un metro quadrato. Ci siamo abbracciati, nutrendoci di neve”.
Poco distante Forti sentivano anche le voci di un altro ragazzo e dei bambini, con i quali non è stato possibile comunicare. “La paura è stata tanta e abbiamo pregato”, ha detto il sopravvissuto. “Io penso che, entro una settimana, saremo in grado ragionevolmente di fare un primo punto sulle indagini“, ha detto all’AGI il procuratore aggiunto di Pescara Cristina Tedeschini, che coordina l’inchiesta con il sostituto Andrea Papalia. I pm stanno indagando anche attraverso testimonianze, licenze edilizie dell’albergo, rilievi cartografici, fotografie dei luoghi, tabulati telefonici, piano neve e bollettini meteo. Sulla base dei riscontri i magistrati decideranno se vi sono le condizioni per eventuali avvisi di garanzia a carico di indagati. “Dopo questa prima fase – ha, infatti, rimarcato Tedeschini – passeremo a fare altro”. I prossimi giorni potrebbero essere pronti anche i primi riscontri delle autopsie effettuate sui cinque cadaveri recuperati fino ad ora, affidate ai medici legali Ildo Polidoro e Cristian D’Ovidio. Intanto l’allarme valanghe nelle aree colpite rimane di livello 4 anche per domani.











































































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