Nella sentenza di assoluzione degli imputati nel processo per corruzione dell’hotel Rigopiano depositata il 7/12/2016 in merito ai presunti abusi su terreni demaniali ad uso civico pastorale si confermano gli abusi, sanati successivamente da una delibera del Comune che diventò oggetto di accusa della Procura. La sentenza si riferisce ad occupazione abusiva tra il maggio e settembre 2008. I tre giudici scrivono che ”l’occupazione abusiva che riguardava una porzione di terreno piuttosto esigua (1.700 mq) tenuto conto della collocazione geografica (un’area di montagna totalmente disabitata e destinata a pascolo), fu sanata e stabilito per la sua occupazione un canone che non vi sono motivi per ritenere incongruo”.
Come ha ricordato il Forum H2O il luogo ricade all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. In una intercettazione due imputati tra i quali il sindaco dell’epoca Massimiliano Giancaterino e Antonio De Vico (Giancaterino e’ il fratello di una delle vittime della valanga), dicevano che ”la delibera che sanò l’abuso non doveva mettere in risalto lo specifico aspetto dell’occupazione abusiva”, perché secondo il giudice ”tale preoccupazione e’ motivata da finalita’ meramente politiche e non dalla necessita’ di favorire illecitamente i propri sodali”.


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