Hotel Rigopiano: i familiari degli amministratori comunali furono coinvolti nel processo, assolti

Tra i reati ipotizzati dalla Procura nel processo che si è concluso lo scorso dicembre 2016 c’era anche l’assunzione all’hotel Rigopiano di parenti degli amministratori comunali imputati. Nella sentenza di assoluzione degli imputati si legge, ”di una zona grigia moralmente sgradevole ma penalmente irrilevante, comportamenti abituali (in questo paese) di soggetti titolari di potere, i quali ritengono di utilizzare la loro posizione di primazia per assicurare vantaggi a familiari ed amici, consapevoli che il potere a loro affidato comporti di per se’ tali privilegi”. Nella sentenza che assolve gli imputati dalla corruzione, in merito all’ampliamento dell’hotel Rigopiano, nella parte che riguarda le assunzioni clientelari i giudici scrivono che questa abitudine per i politici è ‘‘come se si trattasse di una sorta di un effetto collaterale (quando non addirittura lo scopo precipuo del loro impegno pubblico). In conclusione: io amministratore pubblico ti autorizzo a compiere una determinata attività economica che hai comunque diritto a svolgere, ricorrendo tutti i presupposti di legge. Tu imprenditore, visto che devi assumere qualche dipendente per svolgere tale attivita’, tanto vale che recluti quelli che ti segnalo io amministratore: Non hai nessun obbligo, ma facendolo ti guadagni la mia gratitudine”.

Uno degli imputati, consigliere comunale che avrebbe firmato la delibera e che avrebbe dovuto astenersi in quanto in conflitto di interessi, viene assolto perché ”essendo evidente che l’interesse in conflitto era indiretto ed eccentrico rispetto all’oggetto della delibera. E’ soltanto il coniuge di una dipendente di una società pur sempre facente capo ai cugini Del Rosso, ma del tutto estranea all’oggetto della delibera, resa in favore della Del Rosso srl”.