“Poco prima della valanga eravamo vicini con Francesca Bronzi sul divanetto di vimini bevendo un te’ ma in tre minuti ci siamo ritrovati sotto le neve”, racconta Giorgia. Il divanetto ha fatto da scudo. “In quei momenti non puoi pensare senno’ impazzisci ma concentrarsi che prima o poi qualcuno arriva”, dice Giorgia. “Ci passavamo il ghiaccio per bere e dividevamo a meta’ e ci parlavamo“. E stretti in quella nicchia hanno atteso i soccorsi. “Siamo stati presi dai vigili del fuoco che hanno fatto un buco nel divanetto e ci hanno estratto per i piedi”, spiega Giorgia. Nelle ore che hanno preceduto la sciagura, la preoccupazione in hotel era tutta per il sisma. “Ci dicevano di stare tranquilli perche’ quell’hotel ha resistito ai precedenti terremoti”, afferma Giorgia. Ma tutti volevano andarsene. “Avevo le valigie in macchina volevo andare via. Siamo arrivati martedi’ (il giorno prima la valanga del 18 gennaio, ndr.) alle 16. I vigili locali ci hanno bloccato al bivio di Farindola, ci hanno detto di aspettare lo spazzaneve e poi siamo passati”, racconta Vincenzo. Nell’hotel hanno dormito una sola notte, poi circa 50 ore ore sotto le macerie.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?