Giuly riesce a non piangere mentre lo dice: “L’hotel Rigopiano ci ha fatti incontrare e ora ci ha separati, ma non per sempre”. La fidanzata di Gabriele D’Angelo dice arrivederci cosi’, in una chiesa di Penne piena anche fuori, al volontario della Croce Rossa che faceva il cameriere all’albergo maledetto e li’ e’ stato ucciso dalla valanga. Poche ore prima, a Farindola, alle esequie del suo collega, il maitre Alessandro Giancaterino, il parroco don Andrea ha detto che “tanta umanita’ e’ una risposta: la condivisione del dolore, l’esserci”. Due cerimonie a pochi chilometri di distanza, ai piedi del Gran Sasso, che si e’ portato via giovani uomini che lavoravano nella loro terra. I primi funerali delle vittime della sciagura.
A quello di Giancaterino, 42 anni, originario di Farindola, il paese di 1300 abitanti a dieci chilometri da Rigopiano si stringe intorno alla moglie Erika e al figlio Niccolo’ di 9 anni. La chiesa e’ gremita e la bara viene portata a spalla sotto una pioggia forte dal Comune, dove c’era la camera ardente. Ci sono anche il viceministro dell’Interno Filippo Bubbico e il prefetto di Pescara Francesco Provolo, oltre al sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta. Si vede Fabio Salzetta, il tuttofare dell’hotel Rigopiano scampato al disastro, che ieri sera ha saputo della morte della sorella Linda, impiegata all’albergo come estetista. Anche loro sono di Farindola. Giancaterino, tifoso interista tanto che sulla bara e’ stata messa la maglia nerazzurra, viene ricordato dal club sul suo sito.
A Penne invece, 20 chilometri verso valle, si tiene il funerale di D’Angelo, 31 anni, molto conosciuto nella cittadina divenuta il centro dei soccorsi per la valanga. Gabriele oltre a lavorare come cameriere al resort era volontario della Croce Rossa dal 2003. A congedarsi da lui centinaia di persone nella chiesa di San Massimiliano Kolbe. Molti giovani con la divisa dell’organizzazione umanitaria. Niente autorita’, invece, solo il sindaco di Penne, Mario Semproni. La famiglia ha voluto cosi’. Qualche momento di tensione all’esterno tra alcuni parenti e le troupe tv, tenute fuori. Il feretro arriva in corteo dal Comune. In chiesa una corona di fiori della Presidenza della Repubblica, come per Giancaterino. Il parroco don Venanzio ringrazia D’Angelo e tutti i volontari per il loro altruismo. Ci sono gli ex commilitoni del 123/esimo Reggimento Chieti: l’esercito, altra passione di D’Angelo. “Il cameriere e’ il mestiere piu’ bello, – dice la fidanzata Giuly citando Gabriele – se fatto nel rispetto e nell’educazione”. “Il prossimo era il tuo carburante”, ricorda un amico, “sei stato ucciso dagli stessi boschi che amavi”. All’uscita della bara dalla chiesa suona due volte la sirena di un’ambulanza, un breve applauso rompe il silenzio. Domani a Loreto Aprutina, sempre nella zona, i funerali di Sebastiano Di Carlo e Nadia Acconciamessa. Il figlio Edoardo di 8 anni e’ uscito vivo dalle macerie del Rigopiano.


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