Hotel Rigopiano: nel bar una decina di corpi, le speranze sembrano al limite

Ad una settimana dalla valanga che ha travolto l’hotel Rigopiano, le speranze di ritrovare in vita i dispersi sono davvero poche: l’unico obiettivo rimasto a chi sta scavando senza sosta è trovare prima possibile tutti i corpi sepolti sotto la neve e le macerie. Per chiudere finalmente la conta delle vittime e abbandonare prima possibile quella montagna piena di dolore. Nelle ultime 48 ore i vigili del fuoco hanno tirato fuori 16 vittime: 9 martedì e 7 mercoledì  Queste ultime sono cinque donne e due uomini: i loro corpi, come la maggior parte di quelli usciti da quell’inferno poche ore prima, erano incastrati tra tronchi d’albero, neve e macerie dell’hotel. Si trovavano tutti in un unico ambiente: quello che prima della valanga rappresentava il bar. I vigili del fuoco, in quella zona, c’erano arrivati già due giorni fa, passando dalle cucine e avevano notato come alcuni di quegli ambienti erano rimasti miracolosamente intatti, pur non essendoci nessuno.

“Speravamo di trovare qualcuno – ripetono ancora oggi – anche se sapevamo bene che stavano per lasciare l’albergo e dunque erano tutti radunati da un’altra parte. Pero’ magari qualcuno era tornato indietro, o si era attardato per qualche motivo in cucina. E se fosse stato cosi’ si sarebbe forse salvato”. Concluse le verifiche nelle cucine, gli Usar, gli specialisti delle ricerche tra le macerie, sono passati al bar. Un’ampia zona tra la sala del camino, dove c’erano alcuni dei sopravvissuti, e l’area ricreativa, dove sono stati estratti vivi i tre bambini. Tuttavia lì la situazione era molto peggio: solo macerie e neve. E di corpi. Qualcun altro è stato recuperato nella zona dove erano le camere: quattro piani venuti completamente giù e schiacciati uno sull’altro.

Alla fine della giornata, i morti sono 25, tredici uomini e dodici donne. Dodici di loro sono stati identificati: si tratta di sette ospiti, Sebastiano di Carlo e la moglie Nadia Acconciamessa, i genitori del piccolo Edoardo che oggi era in prima fila nella chiesa di Loreto Aprutino per salutarli per l’ultima volta, Piero di Pietro e la moglie Barbara Nobilio, Paola Tomassini, Stefano Feniello e Marco Vagnarelli. Cinque, invece, erano i dipendenti dell’hotel: l’amministratore Roberto Del Rosso, il receptionist Alessandro Riccetti, il maitre Alessandro Giancaterino, il cameriere Gabriele D’Angelo e l’estetista Linda Salzetta. Altri 13 corpi sono invece all’obitorio dell’ospedale di Pescara, dove i parenti attendono di poterseli riportare finalmente a casa. Mancano ancora 4 dispersi, sepolti chissà dove o trascinati dalla valanga centinaia di metri più a valle e ancora sotto 4-5 metri di neve. Ci sono duecento uomini che li stanno cercando con tutti gli sforzi possibili.