Durante l’emergenza neve a Roma sono stato il primo amministratore locale ad assistere al totale depotenziamento della Protezione Civile post Bertolaso, che dopo la riforma del 2012 è stata privata di mezzi e di poteri per scaricare tutto sulle spalle dei sindaci e delle regioni. In questo caso la sussidiarieta’ e l’autonomia degli enti locali hanno costituito un alibi per lavarsene le mani e tagliare le risorse anche sulle emergenze. Lo afferma Gianni Alemanno a Tagatà. La colpa – prosegue – non è certo dei coraggiosi volontari della protezione civile, né di chi li dirige. Ma in un paese come l’Italia che diventa sempre più fragile, per il cambiamento climatico e per la faglia sismica che si sta muovendo a meta’ della Penisola, sono necessari due interventi urgenti.
Ricostruire la protezione civile fornendola di nuovi mezzi e di poteri, senza per questo dargli un carattere onnivoro come ai tempi di Bertolaso. Inoltre pretendere dall’Unione europea tutte quelle risorse che sono necessarie non solo per la ricostruzione ma per una vera prevenzione sul territorio. Questo è terreno di scontro con l’UE perche’ non e’ accettabile che il patto di stabilità, fondi strutturali vincolati a obiettivi lontani dal nostro territorio e i soldi che ogni anni dobbiamo versare alla macchina di Bruxelles, ci levino la possibilita’ di intervenire efficacemente sul nostro territorio.


Vuoi ricevere le notifiche sulle nostre notizie più importanti?