Sul sito del dipartimento della Protezione civile è stata pubblicata oggi una dichiarazione del presidente della Commissione grandi rischi (CGR), prof. Sergio Bertolucci, con cui si ribadisce che il comunicato del 20/1/2017 della Commissione è in linea con le dichiarazioni dei precedenti comunicati e che l’affermazione del possibile “effetto Vajont‘, “non è in nessun modo da ascriversi alla CGR” ma “è il risultato di un improvvido uso del termine da parte del presidente della CGR, nello spiegare i parametri da monitorare per l’integrita’ di un bacino artificiale durante un’intervista telefonica rilasciata la mattina del 22 Gennaio a una rete televisiva pubblica”. “Un singolo minuto di questa intervista (originariamente di piu’ di 10 minuti) e’ stato mandato in onda estraendo la frase dal contesto, con il risultato di stravolgerne totalmente il senso”. “Il Presidente se ne assume comunque la responsabilita’ ed esprime tutto il suo rammarico per avere involontariamente contribuito ad aggravare lo stato di ansia delle popolazioni gia’ cosi’ duramente colpite”.
Per quanto riguarda gli ultimi comunicati nella dichiarazione del presidente della Commissione grandi rischi si legge che: “A seguito della larga risonanza del comunicato stampa del 20 gennaio 2017 della Commissione grandi rischi (CGR) settore Rischio Sismico, il presidente della CGR, Prof. Sergio Bertolucci ha ribadito” sul sito della Protezione civile “che il comunicato del 20/1/2017, dove si afferma che: “La Commissione conferma l’impianto interpretativo gia’ formulato a seguito degli eventi del 24 agosto e del 26 e 30 ottobre. Ad oggi non ci sono evidenze che la sequenza sismica sia in esaurimento. La Commissione identifica tre aree contigue alla faglia principale responsabile della sismicita’ in corso, che non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M6-7). Questi segmenti localizzati rispettivamente sul proseguimento verso Nord e verso Sud della faglia del Monte Vettore-Gorzano e sul sistema di faglie che collega le aree gia’ colpite dagli eventi di L’Aquila del 2009 e di Colfiorito del 1997 rappresentano aree sorgente di possibili futuri terremoti” e’ “perfettamente in linea con quanto affermato” nel comunicato del 25/8/2016
“Tre aree contigue alla faglia responsabile della sismicita’ in corso non hanno registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e hanno il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M6-7). Queste aree identificano possibili futuri terremoti nella regione gia’ colpita dagli eventi degli ultimi anni” e nel comunicato del 28/10/2016 “Nella sua riunione a seguito dell’evento di agosto, la Commissione aveva identificato tre aree contigue alla faglia responsabile della sismicita’ allora in corso, che non avevano registrato terremoti recenti di grandi dimensioni e con il potenziale di produrre terremoti di elevata magnitudo (M6-7)”.


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