Ha scelto di restare solo accanto alle sue pecore. Da una settimana Pasquale Marziali, pastore di 60 anni, vive isolato a Casali di Ussita, borgo dell’Appennino marchigiano, rifiutando l’aiuto che il sindaco Marco Rinaldi, le forze di polizia e i volontari della Protezione civile gli avevano offerto. “Li ho ringraziati, ma ho preferito restare in montagna” racconta Pasquale, e spiega che “avendo tutte le provviste necessarie per restare a Casali ho preferito non creare disagi a nessuno, oggi o domani, se la strada me lo permetterà, cercherò di scendere a valle”.
Pasquale è rimasto bloccato a causa della grande nevicata che si è abbattuta sulla zona, già duramente provata dal Terremoto. “Il sisma ha reso inagibile una parte della mia casa e cosi’ adesso dormo dentro una roulotte che ho posizionato vicino alla stalla”, dice ancora il pastore, che confessa di essere un po’ stanco di questa vita: “Da dieci anni a questa parte l’inverno lo passo qui a Casali, quest’anno per colpa del Terremoto è particolarmente difficile, tanto che mi sono anche ammalato” e quindi la decisione di trasferirsi: “In primavera potrei decidere di scendere a valle con le mie 200 pecore, ma per il momento io resto qui”. Anche altri allevatori della zona sono stati costretti a restare in montagna per accudire il bestiame e molti bovini sono ancora allo stato brado. A Ussita gran parte delle stalle sono state distrutte dal Terremoto e le tensostrutture dove ricoverare gli animali non sono arrivate, malgrado i ripetuti appelli del sindaco.


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