Terremoto, il rettore Unicam: non ha distrutto nostro patrimonio

“Non dimenticherò mai quella maledetta notte del 26 ottobre: tornato a Camerino per rendermi conto della situazione, insieme al direttore generale cominciamo a salire Via Roma per andare in centro. Pioveva a dirotto e contro di noi scendevano due fiumi inarrestabili, uno di acqua e fango, uno di ragazze e ragazzi con i trolley che lasciavano la città ho avuto paura che non ci fosse più’ nulla da fare”. Sono le parole del rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini nel suo intervento all’inaugurazione dell’anno accademico, ultimo del suo mandato, facendo cenno all’esperienza del Terremoto. Alla cerimonia assistono il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli.

“Provate ad immaginare – ha aggiunto Corradini – con le lezioni iniziate da un mese, in meno di un minuto, ritrovarsi con più di 1.500 ragazze e ragazzi senza più un alloggio, con tutti gli uffici amministrativi non più disponibili, con 70 aule non più a disposizione – 40.000 mq di superficie – con le sedi distrutte o gravemente danneggiate”. “Paura, sgomento, incertezza, sconforto, sensazioni – ha continuato Corradini – che si sovrapponevano e alternavano impetuosamente. Ma non potevamo permetterci di essere sopraffatti da tutto ciò, avevamo il dovere di reagire, subito. Il Terremoto ha certamente distrutto edifici, ma non è riuscito a danneggiare l’enorme patrimonio culturale e umano che si chiama Università e, nel nostro caso, Università di Camerino”.Il nostro Paese e la sua storia – ha concluso – si basano su edifici della conoscenza con strutture forti e resistenti, continuiamo a rafforzarli, questi edifici, perché sono la forza portante del nostro futuro, quel ‘futuro che non crolla'”.