Unione Europea: aumentano gli alveari, solo la Cina produce più miele

L’Ue produce 250mila tonnellate di miele l’anno, con il grosso della produzione concentrata in Romania (34.999 tonnellate), Spagna (32.174), Ungheria (30.700), Germania (23.398) e Italia (23.000). L’Unione europea si conferma così il secondo produttore di miele al mondo dopo la Cina, e l’alimento realizzato dalla api in Europa aumenta. Lo il rapporto 2016 della Commissione sull’attuazione dei programmi a sostegno dell’apicultura, pubblicato oggi. Nel periodo 2013-2015 si è registrato un aumento del 12% degli alveari europei rispetto al triennio precedente. Oggi si contano nel territorio dell’Ue 15,7 milioni di alveari. Nonostante in percentuale sia aumentato il numero delle colonie di api, è diminuito (-4%) quello degli allevatori. Lo studio rileva un aumento di concentrazione di alveari per apicoltore, ma i piccoli apicoltori rimangono comunque la norma in Europa, con circa il 96% di loro a gestire meno di 150 alveari. La riduzione degli apicoltori non e’ l’unico campanello di allarme, per l’Europa.

Mantenere il livello di produzione di miele a 250mila tonnellate l’anno “potrebbe diventare più difficile per gli apicoltori a causa delle sfide con cui sono confrontati in termini di salute delle api e perdita di habitat per effetto dell’intensificazione agricola“. La Commissione Ue rileva tra gli elementi critici il peggioramento delle condizioni di produzione, l’aumento dei costi di produzione e la crescita delle importazioni di miele a basso costo dai paesi terzi creano una situazione di sempre maggiore concorrenza. La Commissione europea ha fondi destinati al sostegno della produzione del miele: contributi pari a circa 33 milioni di euro l’anno, che finiscono in quei Paesi con il maggior numero di alveari. Tra il 2013 e il 2015 le maggiori quote di sostegni comunitari sono andate a Spagna (16%), Francia (10,6%), Romania (10,1%), seguite dall’Italia (8,5%). Lotta alla varroasi (il virus che deforma le ali delle api provocato dal parassita Varroa) e transumanza (la migrazione) i due motivi principali di spesa dell’Ue, a seguito delle notifiche delle spese sostenute dagli Stati membri per la promozione del settore dell’apicoltura.