Uno spazzaneve, chiesto dall’hotel Rigopiano, per far tornare a valle i clienti, considerando la troppa neve e soprattutto la paura per le scosse di terremoto, sentite in modo particolare in quel versante del Gran Sasso. Uno spazzaneve che tuttavia non ha fatto in tempo ad arrivare, anche a causa della bufera in corso. E’ quanto emerge nelle prime ricostruzioni di quanto avvenuto nelle ultime ore prima della valanga che ha travolto l’albergo. Pronta la risposta della prefettura: “Appena abbiamo saputo non con certezza, ma solo che poteva esserci una possibilita’, abbiamo subito mandato una colonna mobile”. Il primo a raccontare la sua versione è Quintino Marcella, ristoratore e datore di lavoro di Giampiero Parete, il superstite della valanga che proprio al ristoratore ha lanciato l’allarme: “Giampiero e tutti gli altri ospiti dell’albergo avevano pagato ed avevano raggiunto la hall, pronti per ripartire non appena arrivato lo spazzaneve. Gli avevano detto che sarebbe arrivato alle 15, ma l’arrivo e’ stato posticipato alle 19. Avevano preparato gia’ le valigie, tutti i clienti volevano andare via”.
L’uomo poi ripercorre le fasi che hanno portato ad attivare la macchina dei soccorsi. “Ho chiamato la Polizia che mi ha passato una coordinatrice della Prefettura la quale mi ha detto ‘abbiamo parlato due ore fa col direttore dell’albergo e li’ non c’e’ nulla’. Io ho insistito affinche’ mandassero i soccorsi, ma mi e’ stato detto che non era successo nulla. Ho provato a chiamare anche gli altri e forse questo ha ostacolato i soccorsi. Ho chiamato tutti, 113, 112, 118, 117, 115, oltre a messaggi ad amici e in paese. A Giampiero dicevo che stavamo arrivando, non pensavo ci fossero tutte queste difficolta'”.
Un’altra ricostruzione e’ stata fatta a Radio24 dal padre di una delle persone disperse, la giovane responsabile del centro benessere dell’Hotel: “Siamo tutti all’oscuro, non sappiamo niente di niente”. L’ultima volta ha sentita la figlia “ieri sera alle quattro. Un solo un messaggio, perche’ i telefoni non funzionavano. Loro da ieri mattina chiedevano di essere sbloccati, ma hanno risposto che c’erano altre priorita’ e hanno abbandonato a pulire su”. E aggiunge che la figlia non era preoccupata l’ultima volta che l’aveva sentita: “No, perche’ lassu’ e’ tranquillo. Era una posizione in cui non si poteva pensare che una valanga potesse colpire l’albergo”. Avevano chiesto di essere liberati “dopo il terremoto, perche’ lassu’ e’ stato forte e giustamente hanno chiesto aiuto, hanno chiesto di scendere. Ma c’erano tre metri di neve, come scendevano?”. Quanto avvenuto in prefettura a Pescara e’ stato raccontato da Carlo Torlontano, che proprio ieri mattina ha assunto l’incarico di vice prefetto della citta’: “Io sono arrivato in Provincia ieri mattina e c’era gia’ la sala operativa attiva. Appena abbiamo saputo non con certezza, ma solo che poteva esserci una possibilita’, abbiamo subito mandato una colonna mobile”.


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