Smog a livelli record in tutta Italia, dove le amministrazioni comunali stanno cercando di correre ai ripari per contenere gli sforamenti degli inquinanti dell’aria. A Torino e cintura è livello giallo, che si verifica quando per 7 giorni consecutivi i valori di Pm10 superano i 50 µg/m³, limite che fa scattare il blocco dei diesel Euro 3. In particolare, nel capoluogo piemontese i valori di Pm10 ieri e oggi si attestano intorno a 120 µg/m³. A Novara la situazione è ancora peggiore: livello arancio, vale a dire 3 giorni consecutivi con Pm10 oltre i 100 µg/m³. E non va meglio a Milano, mentre a Roma la giunta ha deciso il blocco alle auto a benzina Euro 2, immatricolate da più di 16 anni, misura ritenuta però insufficiente dagli ambientalisti che spingono per uno stop anche delle auto più recenti. Uno spiraglio per il miglioramento della qualità dell’aria viene dalle previsioni meteo, che per i prossimi giorni annunciano piogge sparse soprattutto sulle regioni del Centro-Nord e neve sulle zone alpine.
Si tratta delle prime piogge significative in molte zone del settentrione dopo oltre due mesi di siccità, particolarmente attese per abbattere la concentrazione record di inquinanti. La parte più attiva della perturbazione sarà domani e porterà un peggioramento soprattutto al Nord e in Toscana con piogge sparse, localmente moderate al Nordovest. Neve sulle Alpi oltre i 1000-1400 metri. Al Centro, invece, l’aumento delle temperature potrebbe procurare un maggior rischio valanghe, a causa delle eccezionali nevicate che hanno interessato la dorsale appenninica nelle settimane scorse. Una situazione che fa temere in particolare per le zone colpite dal sisma e per l’Abruzzo, dopo la slavina che ha travolto l’hotel Rigopiano di Farindola.
“Senza sperare nella pioggia e nel vento, – attacca Coldiretti – occorre intervenire in modo strutturale potenziando il verde , considerato che una pianta adulta è capace di catturare dall’aria dai 100 ai 250 grammi di polveri sottili, un ettaro di piante elimina circa 20 chili di polveri e smog in un anno. Un’opportunità importante da sfruttare anche per evitare il rischio della maximulta da un miliardo in arrivo dall’Ue per lo sforamento dei limiti di polveri sottili”. La situazione degli inquinanti fa infatti temere, oltre che per la salute pubblica, anche per il rischio di infrazione europea per la continua violazione da parte dell’Italia delle norme in materia. La sanzione potrebbe essere salatissima, anche a sette zeri. D’altra parte, il problema nello Stivale si trascina da anni. Stando a Legambiente, nel 2016 ben 33 città sono risultate fuorilegge con il livello di Pm10, prima fra tutte Torino (con 89 superamenti), seguita da Frosinone (85), Milano e Venezia (entrambi 73). Un costo sia economico che sociale, se si tiene conto che l’inquinamento dell’aria ogni anno causa in Europa oltre 467mila morti e i costi sanitari associati sono tra i 400 e i 900 miliardi di euro.


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