Alluvione Genova: la Procura impugna l’assoluzione di Paita

La procura di Genova ha impugnato la sentenza di assoluzione nei confronti di Raffaella Paita, ex assessore regionale alla Protezione civile e capogruppo regionale del Pd prosciolta a ottobre dall’accusa di omicidio colposo e disastro colposo per i fatti dell’alluvione 2014, quando il Bisagno esondo’ uccidendo l’ex infermiere Antonio Campanella. Secondo il procuratore capo Cozzi e il pm Dotto, Paita “sapeva delle carenze dell’apparato amministrativo piu’ volte prospettate dalla dirigente Gabriella Minervini“. A fronte “della consapevolezza delle carenze dell’apparato amministrativo” e “del quadro meteo allarmante gia’ dal giorno precedente, l’ex assessore avrebbe dovuto prendere in mano le redini” e “intervenire perche’ rientra tra gli obblighi del ruolo di garanzia del politico”. Non solo. Se si fossero attivati, secondo la procura, tutti gli organismi e organi previsti dalla legge “ci sarebbe stato un allertamento della popolazione che avrebbe potuto attutire i danni”.

Il gup Ferdinando Baldini aveva assolto Raffaella Paita difesa dall’avvocato Andrea Corradino dalle accuse mentre aveva rinviato a giudizio l’ex dirigente della protezione civile Gabriella Minervini assistita dall’avvocato Silvia Morini. Il pm aveva chiesto la condanna a due anni e otto mesi per l’ex assessore. Secondo il gup, pero’, il compito di diramare l’allerta era del dirigente e non del politico. Secondo l’accusa, la Minervini avrebbe dovuto diramare l’allerta e la Paita, anche se la dirigente non lo aveva fatto, avrebbe dovuto stimolare la dirigente ad attivarsi.