Hanno tra i 26 e i 30 anni. Vengono da Venezia, Napoli e Torino. Sono i pochi dati dei tre giovani ricercatori italiani che hanno sbaragliato i 100 concorrenti alla gara internazionale bandita per la ricostruzione dello Science Centre di Città della Scienza, distrutto da un incendio il 4 marzo del 2013. “Il progetto dei tre giovani studiosi italiani è ora al vaglio della Conferenza dei Servizi” spiega il segretario generale di Città della Scienza Vincenzo Lipardi in conferenza stampa “e noi contiamo sull’impegno della politica” aggiunge rivolgendosi al presidente De Luca “per consentirci di ricostruire in tre anni uno dei più grandi musei della Scienza d’Europa“.
La selezione è stata molto accurata. “Nella prima fase abbiamo secretato i dati sugli autori esaminando ciascuno di essi senza sapere chi lo avesse fatto – racconta Lipardi – la seconda fase ha visto una presentazione di progetti a uno stadio più avanzato con una busta contenente i dati tecnici”. Dal punto di vista della caratterizzazione del progetto Lipardi sottolinea che si è tenuto conto nella valutazione anche della capacità di mantenere la memoria storica del sito industriale che risale a metà dell’800. L’ultima nota curiosa, purtroppo non nuova ai ricercatori e studiosi meridionali, è che il giovane napoletano del gruppo dei tre che ha vinto ha studiato a Milano. Circostanza che conferma la costante fuga dei cervelli dal Mezzogiorno, anche in fase di studi universitari.


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