Dal primo drone solare alla lotta contro gli abusivi: al via il Roma Drone Campus fino al 22 febbraio

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Dal primo drone solare, nato in Italia, a quelli usati dai vigili del fuoco di Amatrice e Rigopiano fino alle nuove misure contro gli abusivi utilizzati dai turisti per selfie ‘volanti’ al Colosseo: è quanto sarà possibile trovare nel Roma Drone Campus, la due giorni di incontri e workshop dedicati ai ‘robot volanti’. “Fino a pochissimi anni fa dovevamo spiegare cosa fossero i droni oggi non ce n’e’ bisogno“: afferma Luciano Castro, presidente di Roma Drone, aprendo i lavori e facendo il punto su un settore che si conferma in crescita. Accolti appena una manciata di anni fa quasi come un costoso gadget tecnologico, i droni sono oggi in grande crescita e rivelano potenziali applicazioni nei settori più disparati.

Oltretutto ogni giorni vengono inventati sempre differenti utilizzi, grazie anche ai nuovi sviluppi tecnologici come il ‘decollo’ dei primi droni solari, in grado di aggirare uno dei talloni d’Achille di questi robot volanti: la scarsa autonomia. Difficilmente i droni ‘tradizionali’, quelli a pale rotanti come i quadricotteri, possono rimanere in volo per più di 20 minuti, ma attraverso delle celle fotovoltaiche sempre più efficienti e leggere un’azienda italiana ha sviluppato il primo quadricottero solare, “possiamo restare in volo per 12 ore”, ha detto Andrea Beggio, della Neutech Air Vision. Le prime applicazioni dei droni solari dell’azienda italiana sono negli aeroporti e nei campi agricoli, dove camuffati da uccelli rapaci tengono lontano stormi pericolosi per gli aerei o per i raccolti.

L’aumento dell’autonomia di volo potrebbe aprire scenari nuovi, come la sorveglianza o servizi internet come proposto già da Facebook per portare internet anche nelle aree piu’ remote. Il settore necessita perà di norme e regolamenti per poter funzionare al meglio, pertanto l’evento è stato l’occasione per presentare in anteprima alcune novità che saranno introdotte dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac), come le ‘targhe’ di identificazione e i chip per il controllo della rotta. Misure pensate anche per evitare il ripetersi di incidenti avvenuti ad esempio al Colosseo e San Pietro dovuti a turisti desiderosi di fare riprese ad effetto: “è importante capire – ha detto Sebastiano Veccia, di Enac – che non e’ possibile sottovalutare i rischi che si possono avere da questi usi illeciti di droni su zone vietate e in spazi dove c’e’ la presenza di molte persone”. Nella giornata sono stati anche assegnati i primi Roma Drone Award, e tra i premiati anche i Vigili del Fuoco che hanno usato droni nelle operazioni di salvataggio in Centro Italia e la Openjobmetis per aver avvicinato il mondo dei droni alle persone disabili.