Il Capo dello Stato Sergio Mattarella conferma la sua attenzione per gli ultimi: migranti, anziani, malati e vittime del terremoto. I quaranta “esempi civili” insigniti oggi al Quirinale dalle onoreficenze al merito della Repubblica italiana sono tutte persone che si sono distinte nel sostegno a disabili, profughi e alle fasce deboli della società. Sono atleti, operatori del sociale, insegnanti, migranti, giornalisti: eroi per caso della vita di ogni giorno. Sono loro “testimoni di come si può interpretare in maniera autentica e concreta il valore della solidarietà e il senso di comunità“. Sono loro “l’esempio di quello che è in realtà l’Italia: l’Italia non è quella che alle volte si percepisce dalla cronaca nera”.
Il Presidente della Repubblica sottolinea che “l’Italia è quella fatta di impegno, di senso della comunità, di dedizione vicendevole”. Queste onoreficenze, per Mattarella, “si riflettono sull’intero tessuto di questo Paese”. Opportunità per tutti, libertà effettiva ed eguaglianza sono l’aspetto concreto di quel senso di comunità contrapposto alla frammentazione della società. “Avete fatto non soltanto il loro dovere, ma molto di più. Il vostro comportamento dà fiducia e contribuisce a superare quel senso di paura di sfiducia in se stessi che genera egoismi“, ha aggiunto il Capo dello Stato che ha insistito sull’importanza della “ricerca del bene comune”. Tra i quaranta insigniti dal Presidente Sergio Mattarella alla Cerimonia di consegna delle Onoreficenze al merito della Repubblica italiana c’è il diciottenne Francesco Morelli “per il coraggio e l’altruismo con cui a Pescara del Tronto nella notte del 24 agosto si è prodigato nei soccorsi contribuendo a mettere in salvo molte vite”.
Si legge ancora nelle motivazioni: “Premiando il più giovane tra i soccorritori si intende estendere simbolicamente il riconoscimento a tutti coloro che in occasione del terremoto del Centro Italia hanno offerto il loro prezioso aiuto“. C’è anche il sovrintendente della polizia Vincenzo Tancredi “per l’impegno quotidiano nella difesa dei cittadini più vulnerabili e in particolare gli anziani”. E’ stato poi insignito il camerunense Jean Pierre Yvan Sagnet per il contributo all’emersione e al contrasto dello sfruttamento dei braccianti agricoli e in particolare ai migranti. Prima a ricevere l’onoreficenza è stata questa mattina la maestra Emma Alatri, classe ’26, “per aver trasmesso con la sua testimonianza e i suoi insegnamenti i valori della libertà e della democrazia e il disvalore dell’odio”. La maestra Alatri si è diplomata nel 1944 in una sezione speciale per perseguitati politici e razziali. C’è Leonardo Cenci, il primo atleta a correre una maratona con un cancro non curabile, decorato per “la determinazione con cui affronta la sua gravissima malattia offrendo agli altri malati un esempio di reazione”. Lui sorride e si scatta un selfie con il Presidente.


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