Hotel Rigopiano, il legale delle famiglie delle vittime: “Gli ospiti dell’hotel sono stati fatti prigionieri”

“Dai video e dalle fotografie allucinanti che ho visto, e dalle testimonianze che ho raccolto, ho maturato delle certezze: la Provincia e il sistema della Protezione civile sono responsabili”. Cosi’ l’avvocato Romolo Reboa, che insieme ai legali Maurizio Sangermano e Gabriele Germano, assiste un superstite e i famigliari di tre delle 29 vittime della tragedia dell’Hotel Rigopiano di Farindola (Pescara). “Mi aspettavo gia’ qualche tipo di provvedimento amministrativo o qualche indagine interna, per dare subito qualche segnale di giustizia, e invece sembra si voglia far passare che quello che e’ successo e’ un fatto inevitabile – accusa Reboa -. Invece non e’ cosi’, perche’ la Provincia era obbligata dalla legge a tenere aperta la strada e la Protezione Civile non e’ il Pronto soccorso e aveva il compito di intervenire prima. Quelle persone sono state fatte prigioniere – sottolinea l’avvocato – e sono diventate prigioniere anche perche’ sono state fatte salire”.

Secondo il legale, “conta poco che le persone siano morte sul colpo o meno, perche’ quelle persone non dovevano essere rese prigioniere. Io ho degli sms mandati da persone che due minuti prima della valanga erano vive – racconta Reboa – e che fino alla fine continuavano a dire di volere andare via”. Infine l’avvocato mette sotto accusa l’intero sistema. “Qui siamo in presenza di un macrosistema, che e’ quello della Protezione civile, che nel suo complesso non ha funzionato – conclude Reboa -. Ora tocchera’ a tutti noi, nel processo, andare ad individuare le varie responsabilita'”.