Mercoledì 18 Gennaio c’erano 40 persone all’hotel Rigopiano, quando una valanga si è staccata da 2.200 metri di quota investendo la struttura: 28 erano gli ospiti, di cui 4 bambini, e 12 i dipendenti. In un istante l’albergo è stato travolto da una massa di neve, alberi e detriti con una forza pari a 4 mila tir a pieno carico: quando i soccorritori sono arrivati, dopo oltre 12 ore, hanno trovato un mare bianco alto 4 metri con visibile soltanto una piccola parte della struttura. Al termine di una settimana di scavi e ricerche in condizioni proibitive, il bilancio finale è stato di 29 vittime e 11 sopravvissuti.

Due persone, il cuoco Giampiero Parete e il tuttofare dell’hotel, Fabio Salzetta, si sono salvati poiché al momento della slavina si trovavano all’esterno dell’albergo: il primo era andato a prendere una medicina per la moglie in macchina, il secondo era appena entrato nel locale caldaia. E’ stato proprio Parete a tentare di dare l’allarme, chiamando più volte i soccorsi inizialmente senza essere creduto. I due sono stati recuperati dagli uomini del Soccorso Alpino all’alba di giovedì 19 gennaio, mentre i Vigili del Fuoco continuavano a scavare tra le macerie: tra la giornata di venerdì 20 e l’alba di sabato 21 gennaio hanno estratto vive 9 persone: la moglie e il figlio di Parete, Adriana Vranceanu e il piccolo Gianfilippo; tre bambini, l’altra figlia di Parete, Ludovica, Edoardo Di Carlo e Samuel Di Michelangelo, e altre 4 persone, Giampaolo Matrone, Vincenzo Forti, Francesca Bronzi e Giorgia Galassi. Sotto le macerie sono morti, invece, 15 uomini e 14 donne: Valentina Cicioni, Marco Tanda, Jessica Tinari, Foresta Tobia, Bianca Iudicone, Stefano Feniello, Marina Serraiocco, Domenico Di Michelangelo, Piero Di Pietro, Rosa Barbara Nobilio, Sebastiano Di Carlo, Nadia Acconciamessa, Sara Angelozzi, Claudio Baldini, Luciano Caporale, Silvana Angelucci, Marco Vagnarelli, Paola Tomassini, Linda Salsetta, Alessandro Giancaterino, Cecilia Martella, Emanuele Bonifazi, Luana Biferi, Marinella Colangeli, Alessandro Riccetti, Ilaria Di Biase, Roberto Del Rosso, Gabriele D’Angelo, Dame Faye.
La valanga sarebbe avvenuta circa dieci minuti prima delle 17, anche se la procura – che indaga per disastro colposo e omicidio plurimo colposo – non ha ancora la certezza assoluta. L’avvocato della famiglia di Stefano Feniello ha infatti reso noto che il ragazzo aveva inviato l’ultimo messaggio ad una chat di amici alle 16.48: “stiamo ancora aspettando lo spazzaneve e non sappiamo se riusciremo a partire questa sera“. Sul cellulare non è mai giunta la risposta inviata da un amico alle 16.49 e ricevuta, invece, da tutti gli altri. Il primo allarme è stato mandato alle 17.08 ed è la telefonata di Giampiero Parete al 118. Dalla centrale operativa provano a richiamarlo 31 volte, senza riuscire a contattarlo.

Delle 17.40 è invece la telefonata tra la prefettura di Pescara e l’amministratore dell’albergo Bruno Di Tommaso. Quando dalla prefettura gli chiedono come sia la situazione per capire cosa fosse successo, lui dice di essere stato “fino a mo'” in contatto con l’albergo tramite whatsapp, ma in realta’ lo scambio dei messaggi era stato precedente alla tragedia. “Adesso abbiamo avuto una telefonata di una persona che diceva che all’hotel Rigopiano c’erano feriti per crolli, etc. Abbiamo una telefonata registrata alla nostra centrale operativa…tu hai notizia?” dice il direttore della sala operativa. E Di Tommaso risponde: “Ma certo che ho notizia, no no…io sono stato fino a mo’ in collegamento tramite whatsapp“. E’ questa incomprensione che ritarda la partenza della macchina dei soccorsi di almeno un’ora e mezzo. Le telefonate di Quintino Marcella, il datore di lavoro di Parete contattato da quest’ultimo, arrivano tra le 18.03 e le 18.20 ma, proprio per quanto sostenuto dall’amministratore dell’hotel, gli viene risposto che era stato già tutto verificato. Solo alle 19:01, quando Parete riesce nuovamente a parlare con il 118, si metterà in moto la macchina dei soccorsi.


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