Italia sulle tracce di ET insieme a Stephen Hawking: potrebbe essere su una stella vicina

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L’Italia sulle tracce di ‘E.T.’ insieme alla Breakthrough Initiatives, il progetto proposto dal miliardario russo Yuri Milner e sostenuto dall’astrofisico Stephen Hawking che intende esplorare il sistema stellare più vicino alla Terra, Alpha Centauri. L’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) potrebbe avviare una collaborazione per lo studio di fattibilità di un telescopio spaziale puntato sulle stelle di Alpha Centauri e i loro pianeti. “Le prospettive per una collaborazione ci sono tutte”, ha detto all’ANSA il presidente dell’Asi, Roberto Battiston, che oggi a Roma ha incontrato il presidente della Breakthrough Foundation, l’astronomo Pete Worden. “A breve – ha aggiunto – prevediamo un accordo quadro”. Si apre così una nuova pagina per lo spazio italiano, che nella caccia ai pianeti esterni al Sistema Solare è impegnato anche nei futuri programmi dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Plato e Cheops. Per Worden “è importante organizzare fin da ora missioni per studiare i pianeti esterni al Sistema Solare e soprattutto per capire se siamo soli nell’universo”.

“La Breakthrough Foundation sta guardando a temi affascinanti e motivanti per fare ricerca in campo spaziale: uno dei suoi obiettivi e’ determinare se esistano forme di vita nell’universo. Sta considerando come osservarli, ma intende anche verificare la possibilita’ di raggiungerli”. L’obiettivo e’ il sistema stellare piu’ vicino alla Terra, composto dalla coppia di stelle Alpha Centauri A e Alpha Centuri B, che ruotano vicinissime l’una all’altra, e da Proxima Centauri, che dista dalla Terra poco piu’ di 4,2 anni luce. L’intenzione e’ puntare su queste tre stelle il futuro telescopio spaziale che l’Italia potrebbe costruire nell’ambito dell’accordo quadro con la Breakthrough Foundation. Sara’ un telescopio molto compatto e leggero, con uno specchio dal diametro di 30 centimetri. Potra’ osservare il sistema di Alpha Centauri da uno dei punti virtuali chiamati punti di Lagrange, che si trovano ad 1,5 milioni di chilometri dalla Terra e in direzione opposta al Sole, nei quali i satelliti possono lavorare indisturbati dall’influenza di Terra, Luna e Sole. L’Italia potra’ realizzarlo “sfruttando le grandi competenze dell’Asi, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e dell’industria specializzata nella costruzione di satelliti e specchi”, ha osservato Battiston. “In Italia – ha detto ancora il presidente dell’Asi – ci sono tutte le competenze per realizzare un telescopio simile” e si aprirebbe in questo modo una nuova pagina per lo spazio italiano, che nella caccia ai pianeti esterni al Sistema Solare e’ impegnato anche nei futuri programmi dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) Plato e Cheops.