Onde gravitazionali: Virgo 2.0 sta scaldando i muscoli, sarà 10 volte più potente della versione precedente

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Si prepara il cacciatore europeo di onde gravitazionali, che adesso è dieci volte più potente e in grado di osservare un volume di cielo mille volte più ampio. E’ stata inaugurata oggi a Cascina (Pisa), la versione avanzata di Virgo, il rivelatore dell’osservatorio gravitazionale europeo (Eso, European Gravitational Observatory), del quale l’Italia risulta tra i fondatori, con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), insieme alla Francia, con Consiglio nazionale per la ricercascientifica (Cnrs). Necessita ancora di qualche mese per calibrare gli strumenti e poi sarà’ pronto a lavorare in tandem con i due rivelatori americani Advanced Ligo (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory), che si trovano a Livingston (Louisiana) e a Hanford (Stato di Washington). Funzioneranno come un unico potentissimo strumento per dare finalmente il via a un’astronomia completamente nuova che combina l’astronomia tradizionale con la fisica fondamentale: l’astronomia gravitazionale.

“Si tratta di un nuovo grande salto in avanti verso l’esplorazione del nostro universo“, ha osservato Fulvio Ricci, che guida la collaborazione Virgo. “E’ cominciato un processo storico nel quale una rete mondiali di rivelatori sara’ in grado di osservare uno stesso oggetto cosmico”, ha detto Giovanni Losurdo, ricercatore dell’Infn e responsabile del progetto Advanced Virgo. Nei prossimi mesi è prevista una fase di test tesa a ottenere un segnale sempre più pulito e poi finalmente finira’ il silenzio nel quale Virgo si trova dal 2012. Quattro anni di lavoro e un costo complessivo di circa 24 milioni hanno fatto di Virgo uno strumento avanzatissimo: dagli specchi e le ottiche fino ai laser e agli isolatori sismici: ogni componente di Virgo è’ stato aggiornato. “Ormai siamo sulla rampa per raggiungere la sensibilita’ ottimale per cominciare a prendere dati”, ha affermato il direttore di Ego, Federico Ferrini.

Insieme a Ligo, ha aggiunto, Virgo sarà in grado di osservare altre collisioni di buchi neri, come quelle che hanno permesso di scoprire le onde gravitazionali, ma “ci permettera’ anche di capire come si comporta la materia in condizioni di densita’ estrema, per esempio nelle stelle di neutroni”. Il momento in cui Virgo e Ligo lavoreranno insieme sara’ “un bellissimo esempio di collaborazione-competizione”, ha rilevato il presidente dell’Infn, Fernando Ferroni. “Si stanno completando gli ultimi passi – ha aggiunto – per avere una rete di interferometri che sara’ in grado di dirci non solo che da qualche parte dell’universo e’ successa una catastrofe spettacolare, ma addirittura dove e’ avvenuta con una buona precisione”. Senza dubbio, ha concluso, “lo studio dell’astronomia gravitazionale, complementare a quella fatta con tutti gli altri messaggeri cosmici, oggi vede un nuovo potente strumento entrare in scena”.