Scienza: robot troppo umani? Se ne parla al Piccolo Eliseo con Metta

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Robot troppo umani? Arriva ‘La scienza e noi’, un ciclo di conferenze per spiegare al grande pubblico l’impatto sul quotidiano della più avanzate ricerche scientifiche e tecnologiche. Ad organizzarlo è Viviana Kasam, giornalista e presidente di BrainCircle Italia, che questa sera al Piccolo Eliseo presenterà lo scienziato Giorgio Metta, noto nel mondo intero per la sua attività nel campo della robotica. Metta è il ‘papà’ di iCub, un piccolo robot intelligente progettato per apprendere da un punto di vista cognitivo, comportamentale e linguistico attraverso l’interazione sociale e l’esperienza individuale. iCub ha le dimensioni di un bimbo di cinque anni, è in grado di osservare l’ambiente che lo circonda, toccare e prendere le cose, scrivere il proprio nome, di ballare, di restare in equilibrio su una gamba sola.

Durante l’incontro, Metta presenterà dei filmati del robot, accattivante come un personaggio dei cartoni animati, con i suoi occhioni da cucciolo: può imparare ad utilizzare autonomamente gli oggetti, a rapportarsi con gli esseri umani e gli altri robot e infine ad adattarsi al cambiamento dell’ambiente circostante. Metta è vicedirettore scientifico dell’IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) con sede a Genova, e membro del consiglio direttivo del euRobotics aisbl, l’organizzazione europea di riferimento per la ricerca nell’ambito della robotica. L’attività di ricerca del Professor Metta si concentra sulla robotica biologicamente ispirata e, in particolare, sulla possibilità di creare robot umanoidi che possano imparare dall’esperienza. IIT studia anche i problemi fondamentali dell’interazione fra esseri umani e robot (HRI-Human Robot Interaction), con lo scopo di rendere efficiente e sicura la cooperazione di umani e robot nello svolgimento di compiti di varia natura.

In questo ambito ha sviluppato recentemente R1, il primo robot umanoide personale, a basso costo, che sarà prodotto in serie e sarà in grado di aiutare nelle faccende domestiche o nel lavoro da ufficio e più in generale in tutte quelle situazioni dove l’uomo avrà bisogno di assistenza cognitiva o fisica. Non si parlerà solo di robot umanoidi, ma anche dei più recenti sviluppi dei robot ispirati alle piante (in grado di cercare l’acqua e misurare il PH nel terreno o di stabilizzare strutture in disequilibrio grazie all’apparato radicale), agli insetti (robot in grado di camminare sull’acqua, arrampicarsi sugli specchi, volare), ai quadrupedi (robot in grado di trottare su terreni accidentati e arrampicarsi come le capre): tutti in grado di interagire e essere controllati dall’uomo o da robot umanoidi. Questi robot potrebbero essere particolarmente utili in caso di terremoto o di incidenti nucleari. Si stanno poi perfezionando esoscheletri robotici per le persone con deficit motori o in necessità di riabilitazione. Importantissime le applicazioni ne campo della medicina: dai robot con sistema a controllo remoto per le operazioni chirurgiche ai nanobot in grado di trasportare i farmaci direttamente e selettivamente alle cellule malate e di effettuare diagnosi precoci e accuratissime