Dall’11 al 14 marzo torna alla Fiera di Vicenza “Koine'”, l’appuntamento dedicato al ‘sacro’, un evento che ha visto nell’ultima edizione 13mila visitatori da 65 Paesi di tutto il mondo. Quest’anno si inizierà all’insegna della solidarieta’: sono state invitate le 26 diocesi colpite dal Terremoto del Centro Italia e 100 espositori di Koine’ hanno dato la loro disponibilita’ a fare un dono o a offrire un impegno per la ricostruzione di qualche oggetto andato distrutto nelle chiese. Al contempo nelle aree terremotate in tre-quattro mesi saranno riaperte circa 70 chiese.
Lo ha annunciato don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio dei beni culturali ecclesiastici della Cei, proprio durante la presentazione alla stampa di Koine’. “Si tratta di chiese che hanno subito danni lievi e che potranno essere presto restituite alle comunita’. Ci sono poi altri 70 edifici circa – riferisce sempre don Pennasso – che potranno riaprire in seguito grazie a interventi effettuati dalle diocesi con il sostegno della Cei”. C’e’ poi un elenco di edifici che hanno subito danni maggiori e che avra’ bisogno di tempi piu’ lunghi per la riapertura. “Certo si tratta di piccoli numeri – dice il rappresentante della Cei riferendosi al rapporto con gli oltre 3mila edifici di culto danneggiati – ma queste chiese che potranno riaprire saranno un segno di normalita’ per le comunita’ colpite“. Koine’ alla quale prenderanno parte 300 espositori, di cui il 32% provenienti dall’estero, è caratterizzata da vetrate e abiti liturgici, statuette e rosari, nuove tecnologie per l’acustica,le app per gli smartphone. Tanti i convegni e le sessioni di studio perché in questo campo “cerchiamo di coniugare una saggia conservazione – ha spiegato mons. Giancarlo Santi, presidente del Comitato scientifico di ‘Koine’ ricerca’ – all’innovazione. Per esempio la Chiesa povera per i poveri, chiesta da Papa Francesco, ci deve far riflettere” in un contesto, quello degli arredi e ornamenti per le chiese, dove ad imperare e’ ancora il barocco.
“Come passare dal fasto alla semplicita’ francescana: questa e’ una delle sfide”, dice il prelato. Ma occorre allo stesso tempo “evitare la paccottiglia per puntare sempre di piu’ alla qualita’ e alla bellezza“, ha sottolineato mons. Francesco Gasparini, responsabile dell’ufficio Beni culturali della diocesi di Vicenza, che da 30 anni è partner fondamentale di questa manifestazione. Da pochi mesi è avvenuta la fusione tra Rimini Fiera e Fiera di Vicenza che ha dato vita al gruppo Italian Exhibition Group. Sbarchera’ in Borsa “nel primo semestre del 2018″, ha detto Matteo Marzotto, vicepresidente del gruppo. “La quotazione in Borsa avverra’ su basi esclusivamente industriali. Oggi fare Fiera non significa affittare metri quadrati ma essere un’impresa di contenuti“, ha sottolineato l’imprenditore.


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