Terremoto, Confindustria: “Bisogna considerare i danni indiretti ed accelerare la ricostruzione”

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Per sostenere le attività economiche locali nelle zone del Cento Italia colpite dal Terremoto negli ultimi mesi andrebbe fatta anche “una seria riflessione sull’opportunità di istituire le cosiddette ‘zone franche urbane’“, già istituite in seguito agli eventi sismici dell’Aquila e dell’Emilia. Lo ha affermato il vicepresidente di Confindustria e presidente della Piccola industria, Alberto Baban, nel corso di un’audizione in Commissione Industria del Senato, in occasione della quale ha parallelamente sottolineato la necessità di integrare l’area del cosiddetto ‘cratere’, di calcolare anche i danni indiretti subiti e di accelerare le procedure di ricostruzione.

“Si tratta – spiega – di uno strumento con finalità di mantenimento e rilancio di attività, soprattutto di micro-imprese, in zone particolarmente disagiate e a rischio di degrado e basato su meccanismi di riduzione della fiscalità, statale e locale”. Per Confindustria, altri aspetti “importanti riguardano i danni subiti dalle imprese in termini di impatto economico sulla loro attività, non solo i danni diretti, cioè determinati dalla chiusura (definitiva o temporanea) dell’attività, ma in particolare i danni indiretti, cioè generati dalla riduzione del giro d’affari indotta dal complessivo ridimensionamento dell’attivita’ produttiva e della domanda locale”.

“Riguardo, invece, all’attrazione di nuovi investimenti, – aggiunge Baban – sempre con strumenti automatici e semplificati, andrebbe valutata con attenzione l’opportunita’ di utilizzare modelli come le cosiddette ‘zone economiche speciali’ e forme di credito d’imposta destinate alle pmi”. Una prolungata crisi sismica “ha sensibilmente ampliato l’impatto negativo sulle attivita’ produttive e che rischia di generare inaccettabili effetti di spopolamento e desertificazione economica delle aree interessate. E’ giunto il momento di una seria, ma anche rapida riflessione per definire un’azione efficace specificamente dedicata al sistema produttivo e alle imprese che operano nelle zone del Centro Italia colpite dagli eventi sismici, rendendo disponibili strumenti in grado di intervenire con urgenza sulle criticita’ emerse e che gia’ evidenziano sensibili peggioramenti e preoccupanti tendenze di ulteriore declino dell’attivita’ economica, ma anche di impostare, da subito, in una prospettiva a breve, medio e lungo periodo linee e interventi per una pianificazione incentrata sulla ripresa e sul rilancio economico e territoriale”.

“Non si rinviene traccia – dice ancora Baban – nel recente DL 8/2017 di eventuali integrazioni del cd. ‘cratere’, nonostante i piu’ recenti eventi di gennaio, ne’ (sia pure da considerare in una dimensione specifica) di individuazione di Comuni colpiti dalle recenti calamita’ atmosferiche, in particolare in Abruzzo”. “La rapida realizzazione degli interventi di riparazione e ricostruzione nei territori colpiti dagli eventi sismici – conclude Baban – impone l’adozione di misure per l’accelerazione delle procedure e la definizione di una macchina amministrativa efficiente e dinamica, in grado di dare risposte coerenti alle esigenze di adeguamento e miglioramento sismico”. Sul turismo i danni indiretti “stanno assumendo dimensioni rilevanti”. E, dunque, andrebbe introdotta una misura di “compensazione”.