Terremoto: i numeri dell’emergenza e le ferite aperte 6 mesi dopo

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Sono state decine di migliaia le persone coinvolte nell’evento che provoca 299 vittime tra le macerie, numerosi feriti e gravi danni sul territorio, devastando e mettendo in ginocchio il sistema economico-imprenditoriale. Nel corso dei mesi la situazione si aggrava anche a causa di ulteriori forti scosse: una la sera di mercoledì 26 ottobre, con magnitudo locale 5.4 e 5.9 in particolare nei comuni di Castelsantangelo sul Nera, Visso, Ussita e Preci, e un’altra la mattina di domenica il 30 ottobre, con magnitudo 6.5 con epicentro ancora tra Castelsantangelo, Norcia e Preci.

terremoto italiaE come se non bastasse, durante le prime settimane di gennaio, gran parte di quelle aree del centro Italia già devastate dal terremoto vengono ulteriormente provate da una forte ondata di maltempo. Mercoledì 18 gennaio tre nuove intense scosse sismiche (di magnitudo compresa tra 5.1 e 5.5 in provincia dell’Aquila con epicentro a Montereale, Pizzoli, Capitignano, Campotosto, Cagnano Amiterno) si verificano tra il Lazio e l’Abruzzo. E poche ore dopo una slavina travolge e distrugge l’Hotel Rigopiano, a pochi chilometri da Farindola, in provincia di Pescara. Gli eventi di gennaio causano in totale 34 vittime, di cui 29 nella tragedia del resort Rigopiano.

LaPresse/AbacaPress
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Il Dipartimento della Protezione civile fa il punto, ovvero una sorta di bilancio, dopo questi sei mesi da far tremare i polsi a chi deve gestire gli interventi. Segnalando che dal 24 agosto ad oggi sono stati realizzati complessivamente 116.299 sopralluoghi su edifici pubblici e privati, di cui 48.904 con procedura Aedes/Gl-Aedes (Grandi Luci-Aedes) e 67.395 con procedura Fast. Sono 2.203 gli edifici scolastici verificati (66% agibili, 6% inagibili, i restanti caratterizzati da esiti di parziale o temporanea inagibilita’) e 1.793 gli altri edifici pubblici (45% agibili, 21% inagibili, le restanti caratterizzate da esiti di parziale o temporanea inagibilita’) che hanno avuto un esito di agibilita’. Su 44.908 edifici privati, il 46% e’ risultato agibile; il 5% non risulta danneggiato ma e’ inagibile per rischio esterno; il 28% e’ stato dichiarato inagibile; i restanti edifici hanno avuto esiti di parziale o temporanea inagibilita’. A mercoledi’ 22 febbraio sono 67.395 i sopralluoghi degli edifici privati, realizzati con procedura Fast, introdotta dopo i terremoti di ottobre, e 53.268 di questi, cioe’ il 79%, hanno potuto ricevere un esito: agibile per il 57%, non utilizzabile per il 40%, mentre per il 3% e’ risultato non utilizzabile per rischio esterno. Sono poco piu’ di 14.000 gli edifici nei quali le squadre non hanno avuto la possibilita’ di accedere. Gli esiti variano profondamente da regione a regione.

C’e’ poi l’aspetto legato all’assistenza alla popolazione coinvolta, anzi questo e’ stato tra i primi obiettivi della gestione emergenziale affrontata dal capo Dipartimento Fabrizio Curcio e quindi dal commissario straordinario nominato dal governo, Vasco Errani. Ad oggi sono oltre 11.700 le persone ospitate in strutture messe a disposizione dai Comuni (oltre 2.600) o alberghiere (poco piu’ di 8.900). Decine di migliaia di persone hanno trovato autonomamente una sistemazione e usufruiscono del Cas-Contributo di Autonoma Sistemazione, misura finanziaria introdotta subito dopo il Terremoto del 24 agosto. C’e’ da dire che all’indomani del Terremoto del 30 ottobre il numero delle persone che non hanno

LaPresse/Mario Sabatini
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potuto far rientro nella propria casa cresce in modo considerevole: si e’ passati dai 4.800 assistiti di inizio settembre, che rappresentatva il picco massimo dopo il Terremoto del 24 agosto, a piu’ di 30.000 assistiti nelle prime settimane di novembre. Molti cittadini in quella circostanza hanno manifestato l’esigenza di non allontanarsi dal proprio territorio e visto l’approssimarsi dell’inverno e l’inadeguatezza dei campi con tende, si e’ deciso di allestire aree di accoglienza container che prevedono alloggi, aree sociali, anche uffici, scuole e mense. I container sono nei comuni marchigiani e umbri che esprimono questa esigenza. In particolare, in Umbria a Cascia e Norcia i sindaci concordano con i cittadini questa soluzione, e lo stesso avviene nelle Marche, nei Comuni di Amandola, Camerino, Caldarola, Petriolo, Pieve Torina, San Ginesio, Tolentino e Visso. Le aree container sono realizzate sotto il coordinamento del Dipartimento della Protezione Civile, a fianco dei Comuni e delle Regioni, con il supporto del personale dell’Esercito per completare i lavori di urbanizzazione in alcune aree. Ad oggi sono 850 le persone che soggiornano nelle aree container che hanno comunque una capienza maggiore, pari a 1.296 posti.

Le ultime quattro aree, quelle a Norcia e che saranno consegnate a breve, potranno ospitare ulteriori 230 persone. Prosegue anche il lavoro per garantire una sistemazione di medio periodo a coloro che, avendo la propria abitazione in zona rossa o inagibile, hanno fatto richiesta per avere una Sae-Soluzione abitativa in emergenza. Le Regioni, d’intesa con i Comuni, hanno il compito di individuare le aree disponibili e idonee e di verificare le esigenze e i fabbisogni dei cittadini per consentire loro di rimanere sui territori colpiti fino al completamento della ricostruzione. Al momento – riferisce la Protezione civile – le Sae casette norcia9ordinate alle ditte aggiudicatrici sono circa 1.500: 640 saranno destinati ai Comuni del Lazio, altrettanti nelle Marche e 190 in Umbria. In quest’ultima regione sono state consegnate domenica scorsa le prime 18 Soluzioni abitative realizzate nelle frazione di San Pellegrino di Norcia. Ad Amatrice, nel Reatino, sono in corso i lavori per ultimare le opere di urbanizzazione intorno alle 25 casette installate e gia’ assegnate. Le aree individuate per la realizzazione delle Sae sono poco piu’ di 100, mentre i relativi cantieri attualmente aperti sono 19: 15 nel Lazio (13 ad Amatrice e 2 ad Accumoli), 1 nelle Marche (a Pescara del Tronto ad Arquata) e 3 in Umbria, tutte a Norcia, con lavori in stato avanzato. Cosi’ come ad Amatrice dove le Sae sono gia’ state installate su un’area, e i lavori sono in fase avanzata su due ulteriori aree. Capitolo scuole.

Con il Terremoto del 24 agosto diversi edifici scolastici sono stati danneggiati, e lo scenario si e’ aggravato ulteriormente con le scosse di ottobre. Dei 2.203 edifici ad oggi verificati, il 66% risulta agibile, il 6% inagibile, i restanti sono caratterizzati da esiti di parziale o temporanea inagibilita’. Comunque, grazie alla solidarieta’ di diverse organizzazioni – enti pubblici, societa’, gruppi bancari, imprese e associazioni – sono stati realizzati moduli scolastici dove gli studenti hanno, nella maggior parte dei casi, ripreso le lezioni. Con il coordinamento del Dipartimento della Protezione civile e del Miur, tra novembre e dicembre, sono state realizzate sei strutture scolastiche, accogliendo oltre 800 studenti: a Cittareale (Rieti), Norcia (Perugia), Gualdo e Corridonia (Macerata), Acquasanta Terme e terremoto casette moduli abitativi (6)Arquata del Tronto (Ascoli Piceno). Nei comuni di Acquaviva Picena e Loro Piceno – entrambi in provincia di Macerata – sono in corso di definizione le procedure per la realizzazione di nuovi moduli scolastici. Nell’attesa che sia avviato il piano per la ricostruzione e l’adeguamento sismico delle strutture scolastiche, sono in corso di valutazione nuove proposte per la realizzazione di moduli scolastici, mense, palestre e laboratori, ristrutturazioni di edifici, grazie a ulteriori donazioni. Quanto ai beni culturali ed artistici, gia’ poche settimane dopo il sisma del 24 agosto il Dipartimento della Protezione civile, insieme al Mibact e alle Regioni ha lavorato alla programmazione e alla realizzazione per il rilievo del danno, la messa in sicurezza dei beni immobili, il recupero dei beni di interesse storico e archeologico e la selezione degli elementi di pregio dalle macerie. L’attivita’ si e’ intensificata a seguito degli eventi sismici di ottobre. Sulla base delle segnalazioni ricevute dal territorio (3.680 dal 24 agosto al 10 gennaio) sono sono stati avviati diversi interventi. Per quanto riguarda i sopralluoghi, da gennaio ad oggi sono stati esaminati piu’ di 2.000 edifici storici. Questi sopralluoghi sono in molti casi seconde verifiche di edifici (per lo piu’ chiese) gia’ visionati nei mesi precedenti, in quanto a seguito dei terremoti di ottobre e’ stato necessario valutare nuovamente i danni. In totale sono circa 3.300 (comprese le verifiche ripetute) i sopralluoghi da agosto ad oggi su edifici di interesse storico e architettonico. Delle verifiche di agibilita’ condotte su 1.824 edifici dal 10 gennaio al 20 febbraio, circa il 24% hanno dato esito di agibilita’, per il 47% invece e’ esito di inagibilita’, mentre per il 29% sono stati certificati come parzialmente agibili o agibili con provvedimento.

Ad oggi sono quasi 12.000 i beni culturali – come tele, statue, oggetti sacri – ai quali si aggiungono numerosi beni archivistici e librari, recuperati dalle squadre miste composte da Mibact, vigili del fuoco, Comando dei carabinieri e volontariato di protezione civile. Mentre gli interventi di messa in sicurezza dei beni immobili di particolare pregio storico-artistico, realizzati, in corso o in fase di avvio, sono circa 400. Questi interventi sono svolti da vigili del fuoco, Mibact o affidate, dai Comuni o dalle Diocesi, a ditte private. Infine il capitolo donazioni, vale adire lo slancio di partecipazione e solidarieta’ dell’intero Paese a favore di quelle popolazioni. La prima raccolta fondi, promossa in seguito al Terremoto del terremoto tela esercito224 agosto e chiusa il 9 ottobre, ha permesso di raccogliere oltre 15 milioni di euro. Con la seconda attivazione del numero solidale 45500, a seguito alle scosse del 26 e del 30 ottobre, sono stati raccolti, fino al 30 novembre, 4.415.294,00 euro. Dal 31 dicembre al 14 febbraio e’ stato attivato, per la terza volta, il numero solidale e la nuova raccolta fondi, a differenza delle precedenti, e’ stata destinata al progetto “Ricominciamo dalle scuole” per la ricostruzione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. In questo caso sono stati raccolti 3.473.710,00 euro. Le donazioni al numero solidale 45500 e i versamenti sul conto corrente bancario attivato dal Dipartimento della Protezione civile confluiranno nella contabilita’ speciale del Commissario straordinario alla ricostruzione e saranno gestite secondo le modalita’ previste dal Protocollo d’intesa, tra Dipartimento e gli operatori della comunicazione, per l’attivazione e la diffusione di numeri solidali. Il Dipartimento della Protezione civile ha aperto un conto corrente bancario, presso Monte dei Paschi di Siena, sul quale e’ ancora possibile donare, per raccogliere donazioni in favore delle popolazioni colpite dal sisma del 24 agosto, del 26 e del 30 ottobre 2016. Al 23 febbraio, tramite bonifici su conto corrente intestato al Dipartimento, sono stati raccolti 8.820.701,56 euro.