“Dal 24 agosto lavoriamo tutti i giorni e facciamo tutto quanto è nelle nostre possibilità con la ‘fissa’ di risolvere i problemi” causati dal terremoto. Lo ha detto Cesare Spuri, direttore dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, dopo l’incontro con una delegazione di terremotati e rappresentanti della rete di realtà sociali Terre in Moto, che stamani ha dato vita ad un sit-in di protesta sotto la sede della Regione Marche per denunciare i ritardi nella ricostruzione.
“E’ stata una discussione utile – ha osservato Spuri – sulle esigenze del territorio e per chiarire alcuni aspetti per quanto riguarda le attività produttive, le casette e i pagamenti agli albergatori che ospitano gli sfollati”. Sulle accuse di “assenza della Regione e del presidente dalle zone terremotate“, Spuri ha ribattuto che “il presidente Luca Ceriscioli e l’assessore Angelo Sciapichetti hanno girato come ‘trottole’”, mentre gli uffici stiano lavorando ”per fare tutto quanto è possibile’‘. Sulle Soluzioni abitative di emergenza, le casette, che nelle Marche ancora non ci sono, Spuri ha ricordato che ne sono state ordinate altre 700 e che sono stati conclusi incontri con i sindaci per chiarire i fabbisogni dei comuni ”e bruciare le tappe”.
“La priorità è ricostruire le comunità” ha rimarcato. Il direttore ha inoltre preannunciato una serie di incontri con le popolazioni terremotate per ascoltare le loro esigenze e per spiegare quanto si sta facendo. Probabilmente verranno anche aperti altri uffici informazioni. Quanto ai pagamenti agli albergatori, da effettuare entro 60 giorni dalla presentazione delle fatture, “sicuramente qualche sofferenza c’è stata, ma ci stiamo mettendo in paro”.
”Occorre avere chiaro lo scenario di devastazione causato dagli eventi sismici e dalla neve – ha poi aggiunto Spuri -, uno scenario post bellico che non ha precedenza nella storia marchigiana e italiana, con tre terremoti che hanno aggravato il percorso di ricostruzione. Non e’ stato perso un solo giorno dalle scosse del 24 agosto in avanti per affrontare un’emergenza di dimensioni epocali aggravata dal maltempo e con 25 mila sfollati”. La Regione, ha detto ancora, ”non ha mai abbandonato nessuno, il dialogo con i Comuni e gli amministratori e’ costante per normare e definire ogni azione. L’obiettivo e’ riportare gli sfollati nei territori di appartenenza tenendo conto che anche noi dobbiamo rispettare le norme e le leggi, che hanno tempi“. Quanto alla richiesta di tenere un Consiglio regionale aperto, e’ stato specificato che ”le Commissioni consiliari stanno dedicando diverse sedute alla questione terremoto. Inoltre la Giunta si e’ sempre resa disponibile ad incontrare la popolazione e i comitati sia sui luoghi del sisma che ospitandoli negli uffici della Regione”. Spuri ha citato le sedi degli uffici della ricostruzione gia’ in funzione ad Ascoli e Macerata, gli uffici di Amandola e Fabriano, quelli di prossima apertura, ”sedi adatte agli incontri sia per risolvere i problemi dei singoli cittadini che incontrare associazioni e Comuni“.


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