Terremoto, Tajani: “Dall’Europa fino a due miliardi, più possibili risorse aggiuntive”

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Sul Terremoto in Centro Italia “l’Europa si è mossa subito” e potrebbero arrivare fondi fino a “due miliardi”. Lo afferma in un’intervista al Messaggero Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, che oggi e domani sara’ in visita nelle zone del sisma. L’Ue, spiega, si è mossa “con la stessa rapidità con cui intervenne per il sisma dell’Aquila e per quello dell’Emilia Romagna, stanziando in un caso 493 milioni di euro e nell’altro 670″.

“Nel caso degli ultimi terremoti, l’unica cosa che si poteva fare subito l’abbiamo fatta. Cioè dare tutto l’anticipo possibile, prescritto dal fondo di solidarietà della Ue. Il 9 dicembre sono stati erogati 30 milioni di euro, a pochi giorni dalla richiesta arrivata dall’Italia. Ma c’è molto di più”. “Il 15 febbraio, l’Italia ha inviato alla Commissione europea la stima globale dei danni, che e’ di 23,5 miliardi. La Commissione farà immediatamente la proposta d’intervento al Parlamento europeo e il Parlamento dovrà votarla. Secondo me, alla fine la cifra complessiva erogata, tra fondo di solidarietà e fondi strutturali Ue, potrebbe avvicinarsi ai due miliardi”.

“In aggiunta a queste risorse per la ricostruzione, si possono usare i fondi strutturali destinati alle regioni”. L’Italia, aggiunge, non e’ tanto in grado di trattare con l’Europa: “Non riusciamo ad essere incisivi. Perché manca una strategia. Bisogna organizzare a Bruxelles una presenza, anzitutto fisica, nelle direzioni generali, in Parlamento, nelle riunioni di settore e in qualsiasi luogo decisionale”. “Mi sembra che Gentiloni stia usando linguaggio giusto. Quello utile a ricomporre, senza cedere sui contenuti, tante fratture e lacerazioni”. Quanto al dilagare del populismo, per Tajani “le ragioni del malessere derivano, essenzialmente, da questi fattori. Uno: l’Europa comunica male quello che fa. Due: lo scaricabarile sull’Europa” da parte “degli Stati nazionali. Tre: l’eccesso di euro-burocrazia”. “Troppo rigorismo e non un giusto rigore”. In Angela Merkel vede invece “soprattutto sul tema dell’immigrazione, un giusto approccio europeo”. Trump “sicuramente ha risvegliato un orgoglio europeo. Che non dev’essere visto come contrapposizione”.